Un primo importante countdown sta per volgere al termine per il mondo dello sport non professionistico: a partire dal 25 maggio, infatti, piscine e palestre, ivi compresi gli enti che svolgono attività di corsi, potranno riprendere le loro attività.

Il D.P.C.M. emanato domenica 17 maggio, all’art. 1, pur sottolineando il permanere della sospensione per eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, ha stabilito (lett. f) la riapertura di palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero delle strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico a decorrere dal 25 maggio 2020 (con possibilità per regioni e province autonome di anticipare o posticipare tale termine previa valutazione della compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori).

Pertanto, considerato quanto sopra e dell’anticipata apertura da parte del Veneto e di altre regioni già da lunedì 18 maggio, al fine di evitare una ricaduta nell’emergenza sanitaria con un nuovo lock-down, sarà necessario il pieno rispetto delle specifiche linee guida elaborate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome atte a disciplinare una corretta ripresa di queste prime attività sportive. Parallelamente alle “Linee di indirizzo per la riapertura delle attività Economiche e Produttive” appena citate, negli ultimi giorni stanno circolando sul web delle bozze “ufficiose” (c.d. Linee-guida per l’esercizio fisico e lo sport) elaborate dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto di Sport e Salute spa e con l’intesa del CONI e del CIP.

Alla base di tali provvedimenti siede la volontà di fornire degli strumenti di prevenzione e protezione per la gestione del rischio di ulteriore contagio. Secondo la bozza delle linee guida governative le misure in risposta a tale necessità, quindi, dovranno caratterizzarsi in due fasi:

  1. un’analisi preliminare, antecedente alla riapertura delle attività, delle attività svolte dal personale, dell’organizzazione del sito sportivo e della sua disposizione. Questo esame andrà a prevedere attività di verifica, revisione, classificazione e valutazione della “normale” quotidianità del loco, al fine di poter andare a modificare qualunque situazione potenzialmente rischiosa ai fini del contagio;
  2. un’individuazione delle più adatte misure di prevenzione e protezione per il contenimento e la mitigazione del rischio specifico di infezione. In questa sede, invece, le funzioni svolte saranno di riprogrammazione, sanificazione e suddivisione (con eventuale riduzione) degli spazi, delle attività e del personale.

Si precisa che in questa prima fase di preparazione sarà molto importante saper correttamente individuare e valutare quali siano gli spazi di solo transito, sosta breve, sosta prolungata o di possibile assembramento, quali l’entrata/uscita, l’accesso ai locali, ai servizi sanitari, di ristoro e alle aree comuni, e saperne gestire il corretto funzionamento nel momento della riapertura.

Sarà di particolare rilevanza anche il ruolo del medico competente che, qualora venga nominato da un gestore o da un datore di lavoro di un sito sportivo, dovrà collaborare con tutto lo staff e con il personale della struttura, al fine di ottimizzare il servizio di prevenzione e protezione, nonché la predisposizione delle misure di tutela, anche attraverso attività di informazione e di aggiornamento sul corretto comportamento da tenere e sugli eventuali obblighi di comunicazione.

Il risultato di questa importante preparazione sarà la predisposizione (o l’aggiornamento) del DVR (Documento di Valutazione del Rischio) da parte del datore di lavoro, che deve riassumere l’analisi effettuata all’interno della struttura nonché le misure precauzionali adottate.

Nello specifico, poi, le linee guida elaborate dalla conferenza permanente delle regioni e province autonome (già vigenti) hanno fornito un ulteriore guida sulle direttive più specifiche da seguire per tutte le palestre e le piscine che intendono riaprire. In primis, il mantenimento della distanza minima di un metro, anche nelle docce e negli spogliatoi (elevata a due metri durante l’attività fisica), una regolare e corretta disinfezione della struttura e delle attrezzature (queste ad ogni cambio di utente), il divieto di utilizzo in comune di bicchieri, borracce o bottiglie di ogni genere, di organizzare o svolgere manifestazioni, eventi o intrattenimenti di gruppo, di accedere alle tribune e di utilizzare in maniera promiscua gli armadietti (dove dovranno essere riposti gli effetti personali dentro il proprio zaino o sacchetti forniti dal gestore della struttura).

Inoltre, associazioni e società sportive, nel rispetto della privacy, potranno avvalersi della facoltà di misurare la temperatura corporea degli utenti all’ingresso e di non permettere l’accesso a coloro che presenteranno un valore maggiore a 37,5° C, privilegiando il sistema di prenotazioni, al fine di organizzare nel migliore dei modi le proprie attività senza creare assembramenti. Dovranno invece impegnarsi a dotare l’intera struttura di un sistema informativo atto a mettere al corrente gli utenti delle misure adottate e dei comportamenti più corretti, di postazioni dotate di soluzioni idroalcoliche distribuite nei punti più frequentati della struttura, di sistemi di raccolta dei rifiuti potenzialmente infetti e di adeguati sistemi di aerazione e filtrazione dell’aria.

Per quanto riguarda le piscine, è previsto l’obbligo di riorganizzare il layout dei locali attraverso appositi percorsi che garantiscano un distanziamento di almeno un metro tra i soggetti e di un’analisi batteriologica dell’acqua prima della prima riapertura della struttura, che dovrà rispettare determinati parametri indicati dalle linee guida e che dovrà essere ripetuta con una cadenza mensile. Le piscine ad uso di gioco acquatico non saranno accessibili se non per un diverso utilizzo.

Le palestre, invece, dovranno incentivare l’arrivo degli utenti già nell’abbigliamento con cui poi svolgeranno attività fisica e consigliare un cambio di indumenti prima dell’uscita, non potranno permettere l’uso degli attrezzi che non possono essere disinfettati e dovranno costantemente verificare lo stato del microclima della struttura, dotandosi di appositi sistemi di aerazione e ricircolo dell’aria.

Infine, è importante precisare che nella bozza delle linee guida emanate dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri è prevista la delega ai singoli enti riconosciuti dal CONI (Federazioni sportive nazionali, Enti di promoziona sportiva, Discipline sportivi associate) o dal CIP di elaborare, ciascuno per i rispettivi ambiti di attività, un dettaglio di regole in grado di guidare i sodalizi sportivi in questa delicata fase di riavvio.

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