Sono passate tre settimane dalla dichiarazione ufficiale dell’O.M.S. che dichiarava la “pandemia”, e la situazione non accenna a migliorare. Dalla Cina, primo focolaio conosciuto, il virus ha attecchito in modo devastante nei territori del nord Italia e sta in questi giorni sconquassando la Spagna e gli Usa. Il primo pensiero va alle migliaia di vittime che questo nemico invisibile lascia dietro di sé, ma la malattia sta producendo radicali impatti sui sistemi sanitari locali e nazionali, sull’economia e ne avrà certamente sui comportamenti sociali e di consumo quando questa tempesta sarà passata.

Quest’ultima dinamica è già osservabile in Cina, ove si cerca di recuperare la normalità con graduali concessioni alla popolazione di poter uscire per strada e per le aggregazioni sociali, dove le modalità di consumo post-epidemia si sono modificate; si è notato in particolare un aumento deciso di tutto il comparto dei servizi online (e-commerce ed entertainment) e una drastica e prevedibile riduzione del retail al dettaglio, del settore turistico e della ristorazione. Le aziende saranno quindi chiamate ad intercettare queste nuove abitudini e a modificare le proprie scelte strategiche in virtù di un mercato sostanzialmente “nuovo”.

Il punto di vista del mercato assicurativo

Assicuratori e riassicuratori sono esposti su vari fronti:

  • Settore eventi/turismo Cancellazione eventi, polizze viaggi
  • Settore industriale      Polizze dipendenti in missione all’estero, polizze sui crediti commerciali
  • Settore privato     Polizze sanitarie e vita

In effetti, quando l’11 marzo l’O.M.S. ha dichiarato “pandemia”, in molti si sono chiesti se questo atto ufficiale potesse avere delle ripercussioni sulla validità delle garanzie prestate; e qualche brutta sorpresa c’è stata. Quello che è certo è che d’ora in poi troveremo l’esclusione “pandemia” molto più di frequente, nei testi contrattuali predisposti dagli assicuratori.

Se è vero che dal lato “incognite” le Compagnie sono in una fase interlocutoria, dal lato “certezze” da circa un mese, nel mercato italiano, gli incidenti sulle nostre strade hanno subito una forte e prevedibile diminuzione. Dato l’impatto economico che tale ramo ha sull’intero sistema, si può dire che questa dinamica stia in parte compensando il bagno di sangue cui assistiamo nella gestione finanziaria, dove un’estrema volatilità dei mercati sta pregiudicando i rendimenti delle gestioni.

E verso i clienti? Le proposte sono state diverse e con tempistiche (e risultati) differenti. Elenco i principali:

  • Proroga dei periodi comporto per le polizze in scadenza

I “vecchi” 15 giorni di copertura extra (30 per le polizze vita) sono state d’ufficio raddoppiate o addirittura portate a 60 giorni da alcuni assicuratori. In generale, quindi, il mercato è venuto incontro alle esigenze contingenti di milioni di cittadini ed aziende, alle prese con evidenti punti di domanda sul tema “liquidità a breve termine”.

  • Proposta di copertura assicurativa specifica “Covid-19”

Da altre Compagnie è nata la polizza a tutela dei dipendenti (riservata quindi alle aziende) che garantisce una diaria giornaliera e un’indennità di 3.000 € in caso di ricovero in terapia intensiva con diagnosi da Covid19. Da molti criticata, la soluzione ha riscosso gran successo anche per il costo irrisorio e copertura sino al 31.12.20 non rinnovabile.

  • Estensione del fermo interruzione di attività seguito contingenza di mercato

Qui si tocca un aspetto molto delicato. Una premessa: la percentuale di aziende italiane che trasferiscono i rischi da fermo attività al mercato assicurativo è tra le più basse dell’intera UE. Le coperture assicurative che possono tutelare in modo completo l’azienda dalla perdita di fatturato (c.d. danni indiretti – ovvero l’assicuratore si impegna a indennizzare la perdita di fatturato – sotto forma di margine di contribuzione) sono generalmente collegate alla polizza danni diretti cui si riferiscono.

Significa che per attivare la garanzia sulla perdita di fatturato vi è la necessità che le conseguenze dell’evento che l’ha procurata siano indennizzabili sulla polizza principale danni diretti (la classica incendio all-risks per intenderci). Ora, gli eventi epidemia o pandemia non sono oggetto di tali coperture – ed ecco che questo preclude, in questo caso, ogni operatività per la nostra eventuale perdita di fatturato.

Altri interlocutori stanno optando per tentativi più o meno timidi di concedere tale estensione, senza rimanere scottati.

Come detto, in caso di coperture ass.ve in corso, è importante verificare se la propria polizza contiene particolari esclusioni in caso di pandemia dichiarata, facendo particolare attenzione alle condizioni di assicurazione più recenti (da gennaio 2020 in poi, per intenderci) ove si trovano già esclusioni ad hoc anche tra primarie Compagnie del mercato italiano.

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