Covid-19, il leitmotiv delle giornate di ciascuno di noi. Alla televisione non si parla d’altro, moltissimi sono chiusi nella propria abitazione ormai da settimane, e l’Italia, e con essa il mondo intero, paiono essersi fermati.

Si stima che il 60% delle famiglie italiane viva in condominio, e pertanto in un frangente come quello attuale deve scontrarsi contro una realtà dura, per alcuni mai successa prima: siamo tutti a casa, il condominio è pieno e dobbiamo sopportarci.

Inutile dire che simili circostanze rivelano abitudini e usi che, in alcuni casi, mai ci saremmo aspettati da parte del dirimpettaio o del vicino di pianerottolo: talvolta dobbiamo ricrederci sui Signori dell’appartamento di fianco, che riscopriamo (a un balcone di distanza) persone gradevoli e gentili; altre volte condanniamo il ragazzo del piano di sopra e la orrenda musica che ascolta… e così via.

Oltre a questi aspetti -pur non di poco momento- bisogna considerare che anche altre dinamiche connesse al condominio hanno subito non pochi mutamenti e accusato problematiche nel corso del contagio.

Tanto per cominciare, è stata posta una diversa attenzione verso le pulizie delle zone comuni, infatti ora pulsantiere, maniglie e qualsiasi altro manufatto destinato ad essere toccato viene disinfettato con attenzione, e le ditte che si occupano di questo genere di servizio sono autorizzate a continuare la loro attività. L’auspicio è che, con questa occasione, ci si fermi e si presti attenzione, per una volta, alla qualità, invece che correre ad un ribasso dei prezzi che non può essere infinito.

Del pari, anche i manutentori degli impianti sono autorizzati a circolare ed operare, cosicché ascensori, riscaldamento, impianti elettrici ed idraulici possano essere riparati e manutentati, senza cagionare disagi, ammettendo ripristini e salvaguardando la sicurezza; va da sé che anche le ditte che si occupano dell’espurgo dei pozzi neri non possono interrompere la loro attività, specialmente in un momento in cui le utenze domestiche, e quindi anche gli scarichi, sono utilizzati a pieno regime.

Diversamente, le imprese edili hanno sospeso la loro attività, e pertanto eventuali lavori straordinari si sono visti bloccati (con problematiche notevoli legate alla realizzazione delle opere, all’interruzione e ripresa di lavori abbandonati senza preavviso e alla fiscalità che concerne le detrazioni, come ad esempio il bonus facciate).

Oltre a questa rapida distinzione, ritengo sia quasi superfluo ricordare a tutti quali sono le linee comportamentali da seguire in qualità di condomini: le distanze minime, la commistione tra vicini che è assolutamente da evitare, la pulizia e disinfezione della propria abitazione: in sostanza, parrebbe tutto sufficientemente chiaro e semplice.

Come spesso accade, tuttavia, ecco apparire un cono d’ombra, che riguarda proprio la figura dell’amministratore di condominio: lo stesso parrebbe essere autorizzato a recarsi a lavoro (in qualità di libero professionista), tuttavia nella lista dei codici Ateco lo stesso non compare: a pensarci un attimo, dal momento che la vita condominiale prosegue, e con essa gli obblighi relativi a pagamenti e scadenze, appare imprescindibile l’attività dell’amministratore, il quale deve garantire la propria presenza, ancorché secondo le modalità che ritiene più opportune. Che quest’ultimo si rechi quotidianamente in ufficio, come è abituato a fare in periodo di normalità, o svolga le proprie funzioni da casa, non è possibile che la sua attività venga fermata dall’avanzare del virus.

A questo punto, che fare?  Evidentemente è necessario partire dal buonsenso: ritengo fondamentale, per chi riesce ad organizzarsi in tal senso, optare per il lavoro da casa. Del resto, l’epoca nella quale viviamo ci viene incontro: telefoni cellulari, e-mail, computer, deviazioni di chiamata sono strumenti alla portata di tutti, e quindi anche lavorare da casa è possibile, se soltanto si fa la fatica di organizzarsi. Ritengo utile ricordare che, nel rispetto di tutte le categorie lavorative, la priorità assoluta è tornare presto alla normalità: chiunque ne abbia la possibilità è giusto che faccia un piccolo sacrificio in più.

Le assemblee sono, ovviamente e giustamente, banditissime: questo tempo sarà comunque utile all’amministratore per riallinearsi con gli adempimenti, chiudere i rendiconti arretrati, magari approfondire tematiche fino a quel momento scarsamente considerate e comprese: insomma, anche per questa figura professionale, un’ottima occasione per fermarsi e fare ordine, sia tra le carte, sia tra le proprie idee: chissà che, in tal senso, la tremenda crociata che si sta compiendo e che tutti viviamo quotidianamente non porti con sé qualche risvolto positivo.

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