Il tema è molto tecnico, cercheremo in questo articolo di semplificare al massimo i contenuti in modo da fissare solo i concetti cardine, utili a disegnare in modo chiaro i contorni della riforma per i temi che interessano.

Con la Riforma della crisi d’impresa (D. Lgs. n° 14/19) il legislatore ha tracciato (nel rispetto dei principi generali ed ai criteri direttivi fissati nella Legge 19 ottobre 2017, n. 155) una riforma organica della disciplina dell’insolvenza e della crisi di impresa, la cui attuazione comporterà impatti decisamente significativi sul sistema imprenditoriale.

Le principali finalità della riforma sono:

  • Individuare, attraverso specifiche procedure e indici di allerta, lo stato di “crisi” delle imprese in modo precoce rispetto al passato, prima che queste giungano in stato di insolvenza;
  • Proteggere la capacità imprenditoriale di chi va incontro a una liquidazione giudiziale (come sarà chiamato d’ora in poi il vecchio “fallimento”).

Le novità

Tra le novità introdotte, e aventi vigore decorsi 18 mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ve ne sono alcune che diventano efficaci già dal 30esimo giorno dalla pubblicazione, ovvero dal 16.03.2019. Vediamone alcuni nel dettaglio:

Assetti organizzativi dell’impresa (art. 375)

L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonchè di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

NOTA: il dovere incomberà ora non solo sull’impresa organizzata in forma di società azionaria ma “all’imprenditore che operi in forma individuale, societaria o qualunque altra veste” e dovrà essere “adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa”.

Assetti organizzativi societari (art. 377)

La gestione dell’impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all’articolo 2086 c.c., secondo comma (introdotto dall’art 375 di cui sopra), e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale. Salvo diversa pattuizione, l’amministrazione della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri.

Responsabilità degli amministratori (art. 378)

[…]

Quando è accertata la responsabilità degli amministratori a norma del presente articolo, e salva la prova di un diverso ammontare, il danno risarcibile si presume pari alla differenza tra il patrimonio netto alla data in cui l’amministratore è cessato dalla carica o, in caso di apertura di una procedura concorsuale, alla data di apertura di tale procedura e il patrimonio netto determinato alla data in cui si è verificata una causa di scioglimento.Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell’irregolarità delle stesse o per altre ragioni i netti patrimoniali non possono essere determinati, il danno è liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura

Nomina degli organi di controllo (art. 379)

«La nomina dell’organo di controllo o del revisore e’ obbligatoria se la società:

a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;

c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

Ambiti assicurativi

Tra gli assetti aziendali richiamati dalla normativa rientrano certamente quelli legati alle strategie di gestione del rischio, incluso il trasferimento verso il mercato assicurativo. In sostanza è delineata una responsabilità in capo all’amministratore che non predisponga, attui e verifichi per la propria azienda un assetto assicurativo idoneo.

In ambito di gestione assicurativa la previsione fa sorgere in capo agli amministratori/imprenditori (a seconda dei casi) due principali incombenze:

  • Gestire e coordinare in modo adeguato gli assetti di gestione del rischio e relativo programma assicurativo;
  • Tutelare la propria attività verso eventuali richieste di risarcimento per danni patrimoniali verso terzi o verso la società stessa.

Le soluzioni oggi a disposizione dell’amministratore avveduto ci sono e, se applicate, possono contribuire ad apportare in azienda diversi vantaggi indiretti indotti da un’efficace e produttiva gestione dei rischi. Ai fini della corretta predisposizione di un programma assicurativo adeguato esistono sul mercato società specializzate nella valutazione dei rischi puri (i rischi maggiormente trasferibili e legati ai beni, ai danni ai terzi, al rischio cyber, ai trasporti ecc.) e nella consulenza per verificare le migliori soluzioni presenti sui mercati assicurativi.

In merito alla copertura di responsabilità civile per gli amministratori (detta D&o) ne abbiamo parlato diffusamente qui su nonsolofisco nell’articolo: D&o: l’evoluzione della specie.

Concludendo: l’imprenditore di oggi dev’essere in grado di costruire e governare gli assetti dell’azienda in modo avveduto e strutturato, avvalendosi delle migliori strategie nelle varie aree di competenza. Le responsabilità civili (e talvolta penali) che incombono ad ogni livello ed estese a ogni forma d’impresa richiedono attente valutazioni che, rispetto al passato, non possono più essere rimandate.

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