Associazioni, società sportive dilettantistiche, circoli culturali e ricreativi, fondazioni o altri enti non commerciali che abbiano posto in essere operazioni con l’estero sono chiamati, entro il 30 aprile, a un nuovo adempimento in relazione ai dati del primo trimestre 2019, il c.d. esterometro.

Infatti, ai sensi dell’ art. 1, comma 3-bis, D.Lgs. 127/15 “I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3.

Il riferimento a tutti coloro che sono obbligati all’emissione della fattura elettronica (“soggetti passivi di cui al comma 3”) significa che anche gli enti non lucrativi rientrano nell’obbligo dell’esterometro, laddove siano soggetti passivi ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto.

Pertanto, sono obbligati alla presentazione della comunicazione in oggetto tutti i soggetti passivi ai fini Iva residenti o stabiliti nel territorio dello Stato Italiano che non ricadono nelle specifiche esenzioni di legge. Non sono tenute all’invio telematico dell’esterometro le associazioni e le fondazioni operanti con il solo codice fiscale, ponendo in essere esclusivamente “acquisti istituzionali” (c.d. attività non commerciali).

La presentazione del modello è invece necessaria per gli enti associativi e società sportive dilettantistiche dotate di P.Iva che non applicano il regime 398 ovvero che, pur applicandolo, abbiano conseguito nell’esercizio precedente (2018) proventi da attività commerciali per importi superiori a 65.000 euro (quindi tenuti alla fatturazione elettronica).

Per quanto riguarda le fondazioni va considerata l’inapplicabilità del regime di cui alla L. 398/91 e il conseguente obbligo di fatturazione elettronica a partire dalla data di apertura della partita Iva.

Dal combinato disposto di cui ai commi 3 e 3-bis, D.Lgs. 127/15 sembrerebbero dunque esonerati dall’adempimento in oggetto i soggetti non tenuti obbligatoriamente all’emissione/ricezione delle fatture in formato elettronico (nel caso di nostro interesse, associazioni non profit e società sportive dilettantistiche in L. 398/91 con attività commerciale entro i parametri di cui al citato art. 1, comma 3, ultimo periodo).

Dal punto di vista pratico saranno oggetto di comunicazione le cessioni di beni e prestazioni di servizi poste in essere con soggetti non residenti, ivi incluse le operazioni territorialmente non rilevanti ai fini Iva (disciplinate dall’art 7 all’art. 7-septies, DPR 633/72).

Sono in qualsiasi caso escluse dall’esterometro le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti esteri che siano documentati da bolletta doganale (importazioni) ovvero da fattura elettronica transitata attraverso lo SDI (Sistema di Interscambio).

L’omessa o errata trasmissione dell’esterometro saranno sanzionate mediante l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di 2 euro per ciascuna fattura (entro un massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre), ridotta alla metà (entro un massimo di 500 euro) qualora la violazione venga sanata mediante la trasmissione del modello (ovvero l’invio del modello corretto) nei 15 giorni successivi alla scadenza.

Concludendo, si ricorda di prestare particolare attenzione alle transazioni con soggetti non residenti in quanto la presentazione dell’esterometro non è sostitutivo dei modelli Intrastat relativi agli scambi con altri soggetti comunitari.

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