Nonostante l’affannata attività pubblicitaria attraverso tv e web, strumenti utilizzati come strumento principale di marketing, i volumi di contratti assicurativi ramo auto intermediati nel 2017 dai canali di vendita diretti sono in calo, rispetto al 2016 dello 0,8 % su base annua. Per intenderci mi riferisco ai vari segugio.it, facile.it e via discorrendo, canali (o meglio: intermediari a tutti gli effetti) che raccolgono un numero enorme di visite ogni giorno e che propongono servizi di comparazione e acquisto diretto di prodotti assicurativi e la cui base di marketing è rappresentata da un focus di prezzo rispetto ai tradizionali interlocutori “fisici” sul mercato.

I rischi del NON conoscere

Internet, si sa, offre dei vantaggi importanti nel poter sondare un mercato semplicemente con alcuni click del proprio mouse. L’altra faccia della medaglia, come spesso accade, si concretizza nel rischio di non conoscere a fondo l’interlocutore davanti allo schermo e nel fidarci di una piattaforma o di un servizio prestato attraverso un sito web del quale però solo ipotizziamo liceità e correttezza.

Il mercato assicurativo è regolamentato nel nostro paese da IVASS – l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni, il quale regolamenta il settore attraverso l’emanazione di specifica normativa di settore e vigila anche affinché tutti gli interlocutori professionali sul mercato risultino iscritti al registro unico degli intermediari (R.U.I.). Quest’ultimo è un elenco (disponibile direttamente dal sito https://www.ivass.it/operatori/intermediari/rui/index.html) di tutti gli operatori che intermediano assicurazioni nel nostro paese, suddiviso in 6 categorie (dalla “A” degli Agenti, alla “F” degli intermediari a titolo accessorio) e dove è quindi possibile avere diretto riscontro della presenza o meno del sito – broker o altra figura con cui si è entrati in trattativa.

Le truffe perpetrate a discapito di ignari cittadini sono in aumento esponenziale e negli ultimi mesi gli episodi sono emersi anche nei media nazionali, tanto da spingere IVASS a prendere adeguati provvedimenti.

Come difendersi

I raggiri nascono principalmente da due tipologie di interlocutori: Compagnie o Intermediari fasulli. Per il primo caso Ivass ha pubblicato e tenuto aggiornato un apposito elenco di imprese di assicurazione NON autorizzate all’esercizio in Italia (scaricalo QUI), per il secondo è stato diramato un apposito avviso che riporto nei punti salienti:

Possibili segnali di allarme:

1) Assenza sul sito web dei dati identificativi dell’intermediario assicurativo, e cioè del soggetto autorizzato dalla legge a distribuire polizze di assicurazione. Sul sito devono essere presenti l’indirizzo della sede, recapiti telefonici e postali, compresa la PEC, il numero e la data di iscrizione al RUI (il Registro tenuto dall’IVASS degli intermediari assicurativi e riassicurativi con sede o residenza in Italia), l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’IVASS.

2) Presenza del sito nell’Elenco dei siti web irregolari pubblicato dall’IVASS;

3) Assenza sul sito del nome dell’impresa assicurativa che emette la polizza;

4) Nome di un’impresa di assicurazione che non compare nell’Elenco delle imprese italiane né nell’Elenco delle imprese estere ammesse ad operare nella r.c.auto. Fai molta attenzione perché un semplice errore, anche minimo o apparentemente casuale, potrebbe nascondere un imbroglio!

In linea generale non ponete la vostra fiducia su premi evidentemente troppo bassi o fuori mercato, senza prima effettuare i controlli del caso; l’assicurazione ha il difetto di rivelarsi utile solamente al bisogno e scoprire di non essere coperti quando si è tenuti a risarcire cifre magari elevate non è per nessun motivo  rischio da assumere

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