Come risaputo dal 01.01.2019 la fattura elettronica è divenuta prassi obbligatoria. Questo nuovo strumento, negli intenti del legislatore, si pone gli obbiettivi di migliorare l’efficienza del sistema fiscale ponendo le basi per una modernizzazione complessiva, cosi come dichiarato dal direttore dell’Agenzia delle entrate in audizione alle Camere: “La fatturazione elettronica apre scenari di profonda innovazione delle modalità di comunicazione dei dati all’Agenzia delle entrate consentendo alle imprese di disporre da una lato di uno strumento moderno ed efficiente per gestire il ciclo attivo e passivo dall’altro di rendere disponibili i dati all’Agenzia delle entrate senza oneri”

Di fatto, da pochi giorni, una quantità enorme di dati sta transitando dalle aziende verso il sistema di interscambio dell’Agenzia delle entrate (SDI) e/o verso gli studi dei professionisti abilitati per offrire questo tipo di servizio. Già in tempi non sospetti, era il 15 novembre 2018, il Garante della privacy esercitando per la prima volta il potere di “avvertimento” dell’Authority, aveva bocciato il sistema il quale risulta a tutti gli effetti: “un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala”, facendo poi presente che i dati contenuti nelle fatture devono limitarsi a quelli strettamente necessari all’adempimento delle finalità cui sono destinati. (secondo il principio della “privacy by default” espresso dal nuovo regolamento G.D.P.R. in vigore dal 25.05.2018 – ne abbiamo parlato nell’articolo: “Nuovo regolamento privacy, è possibile assicurarsi?)

Nuovo strumento, nuovi rischi

A prescindere dalle polemiche e dalle critiche più o meno lecite a questa nuova procedura obbligatoria, è indubbio che alcuni vantaggi oggettivi ci siano:

  • Eliminazione del data entry manuale
  • Riduzione di errori di registrazione e/o smarrimento
  • Riconciliazione automatica dei dati
  • Processi autorizzativi automatizzati ed efficienti

Come le due facce di una stessa medaglia, però, ad ogni vantaggio è spesso associato un nuovo rischio o perlomeno un cambio nelle priorità di gestione di alcuni rischi rispetto ad altri. In maniera similare a quello che sta accadendo con i furti e le rapine, in deciso calo a favore dei crimini informatici, ,l’enorme flusso di dati mette l’acquolina in bocca a diverse categorie di hacker.

Viene quindi logico spostare il focus della nostra attenzione dai documenti cartacei ai sistemi informatici.

Inoltre, per i professionisti incaricati della gestione e dell’invio delle fatture si ha una concentrazione enorme di dati, è quindi prevedibile attendersi attacchi di tipo “man in the middle” proprio per intercettare e appropriarsi di dati di ogni tipo.

Perché assicurarsi?

I 3 motivi per i quali la fatturazione elettronica rappresenta un’ottima opportunità per trasferire i rischi ad una Compagnia assicurativa sono:

  • Il Cambiamento culturale e organizzativo
  • La conservazione dei dati
  • La gestione della sicurezza

 

  1. Il Cambiamento culturale e organizzativo

Ogni cambiamento in ambito di business rappresenta l’occasione per migliorare processi e efficienza, ma nelle organizzazioni umane il cambiamento genera anche vulnerabilità a causa: della confusione, dell’inesperienza a nuovi processi, della pigrizia, del “abbiamo sempre fatto cosi” e dei dubbi (anche leciti)  che la novità comporta. Con questo ventaglio di possibili “debolezze” gli hacker intenzionati a sottrarre informazioni da rivendere nel dark-webvanno a nozze.

  1. La conservazione dei dati

Come già accennato, le aziende di medie-grandi dimensioni o i professionisti che operano con questo nuovo strumento si trovano nella condizione di dover conservare una mole considerevole di dati informatici che, nel mercato di oggi, rappresentano un valore importante e un obbiettivo per i malintenzionati del web. Metaforicamente parlando: è come scegliere di rapinare una singola banca piuttosto che introdursi nella casa di ogni singolo cliente. A parità di protezioni è estremamente più redditizio!

  1. La gestione della sicurezza

I software più recenti in tema di fatturazione elettronica garantiscono la sicurezza relativamente ai processi ove sono direttamente interessati, non possono ovviamente sostituirsi ad ogni singolo imprenditore o professionista per offrir loro la corretta prevenzione e protezione informatica. L’idea che sia sufficiente un firewall o un antivirus è decisamente anacronistica in un mondo dove vengono hackerati siti istituzionali del calibro di FBI o Pentagono. La sicurezza informatica è una formula magica costituita da un mix efficiente di: formazione del personale, protezione informatica attiva e infine trasferimento dei rischi attraverso il mercato assicurativo.

Nel business di oggi gli asset digitali (i dati) hanno raggiunto il valore (in termini assoluti) di quelli fisici, è importante pensare dunque a proteggere i dati della nostra azienda o del nostro studio con la stessa naturalezza con la quale lo chiudiamo a chiave la sera quando usciamo al termine della giornata. Se non lo facessimo non potremmo poi lamentarci di aver subito un furto, non trovate?

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