Un recente sentenza della Corte di Giustizia UE ha posto nuovamente in primo piano il tema dell’assicurazione obbligatoria per la circolazione dei veicoli. La sentenza si occupa, nello specifico, del caso di una Sig.ra portoghese il cui figlio assieme a due amici  prese, a sua insaputa, l’auto ormai non più utilizzata dalla madre proprietaria, posteggiata in area privata e non assicurata, causando un sinistro ove i tre ragazzi perirono. Il Fondo vittime della strada portoghese risarcì le famiglie dei trasportati facendo poi richiesta di rivalsa per oltre 400mila euro nei confronti della Signora che ricorse alla Corte UE, sostenendo la non obbligatorietà della copertura dato che il mezzo non circolava ed era posteggiato in area privata.

La Corte ha dato ragione al Fondo poiché il mezzo, quando risponde alla nozione di “veicolo” contenuta nella Direttiva 72/166/CE e non risulta ufficialmente ritirato dalla circolazione, deve essere assicurato. Secondo l’interpretazione della Corte UE, dunque, le discriminanti che determinano l’obbligatorietà dell’assicurazione sono: immatricolazione del mezzo e sua idoneità a circolare, non essendo rilevante il fatto che il mezzo si trovi in area pubblica o privata.

Analizzando i risvolti che questa sentenza comporta nella normativa di recepimento nazionale, due sono i concetti chiave che vanno a confluire: “obbligatorietà della copertura assicurativa” e definizione di “area privata equiparata ad uso pubblico”, e diverse sono le fonti normative che si intrecciano a regolare la materia.

Vediamo quali sono:

Codice delle Assicurazioni Private –

C.a.p. (Art. 122)

I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’articolo 2054 del codice civile e dall’articolo 91, comma 2, del codice della strada.
Codice Civile (Art. 2054) […]Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno […]
Codice della strada (Art. 193 e Art 91)

 

 

I veicoli a motore senza guida di rotaie, compreso i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi.

[…]

Ai fini del risarcimento dei danni prodotti a persone o cose dalla circolazione dei veicoli, il locatario è responsabile in solido con il conducente ai sensi dell’art. 2054, comma terzo, del codice civile. […]

Direttiva 72/166/CE (Art.3, par 1) (interpretazione secondo giurisprudenza) La stipulazione di un contratto di assicurazione della responsabilità civile relativa alla circolazione di un autoveicolo è obbligatoria qualora il veicolo di cui trattasi, pur trovandosi, per sola scelta del suo proprietario, che non ha più intenzione di guidarlo, stazionato su un terreno privato, sia tuttora immatricolato in uno Stato membro e sia idoneo a circolare;
Giurisprudenza (Corte di Cassazione – Sezioni Unite sentenza n. 8620 del 29 aprile 2015)

 

[…] “per l’operatività della garanzia per la R.C.A. è necessario il mantenimento da parte del veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull’area ad essa parificata, delle caratteristiche che lo rendono tale sotto il profilo concettuale […], risultando, invece, indifferente l’uso che in concreto si faccia del veicolo, sempreché che esso rientri in quello che secondo le sue caratteristiche il veicolo stesso può avere”.
D.Lgs. 209/2003 (Art. 3) – Definizione di “rifiuto”

 

Trattasi di rifiuto se: veicolo fuori uso, privato delle targhe, sia quando il proprietario abbia deciso di disfarsene consegnandolo ad un centro di rottamazione, sia quando lo abbia depositato privo di targhe in un’area privata (cfr. Cassazione 21963 del 2005; 33789 del 2005). L’eventuale utilizzazione di qualche pezzo di ricambio da parte del detentore, non fa venire meno la natura di rifiuto del veicolo dismesso.

L’orientamento prevalente è che con il termine “Circolazione” si intenda: “il transito, la fermata o la sosta di veicoli, pedoni o animali, in determinati spazi aperti alla circolazione, a prescindere dalla qualificazione pubblica o privata dell’area. Sono esclusi i circuiti chiusi destinati a competizioni sportive e simili (es. rally)”.

Quando vige l’obbligo e quando no?

Secondo le fonti normative riportate proviamo a fare chiarezza in merito all’obbligo di assicurare un veicolo nelle varie situazioni nel quale questo si venga a trovare in ordine a immatricolazione e idoneità alla circolazione:

Nel caso limite di veicolo radiato non idoneo a circolare, fermo in area privata la normativa comunitaria esclude la possibilità che possa continuare ad essere utilizzato su aree private, anziché essere demolito. Trattasi infatti di rifiuto.

NESSUN OBBLIGO ASSICURATIVO OBBLIGO DI ASSICURAZIONE

1.              Veicolo radiato/privato delle targhe ma idoneo a circolare, fermo in area privata recintata e non accessibile (non c’è obbligo assicurativo secondo C.a.p. e normativa UE)

2.              Veicolo radiato/privato delle targhe ma idoneo a circolare, fermo in area privata non recintata e accessibile (non c’è obbligo assicurativo secondo C.a.p. e normativa UE)

3.              Veicolo immatricolato non idoneo a circolare, fermo in area privata recintata e non accessibile (non c’è obbligo assicurativo secondo C.a.p. e normativa UE )

4.              Veicolo immatricolato e idoneo a circolare, fermo o utilizzato in area privata recintata e non accessibile (obbligo assicurativo previsto da Direttiva UE)

5.              Veicolo immatricolato idoneo a circolare fermo o utilizzato in area privata recintata ma accessibile (obbligo di assicurazione in quanto area privata non recintata viene equiparata ad area pubblica)

6.   Tutti gli altri casi comuni previsti dalla normativa vigente (vedi sopra).

In merito al caso 5) è bene precisare che, nel susseguirsi della Giurisprudenza italiana, se prima l’area privata non accessibile in via indiscriminata (es. il cantiere edile durante i lavori) non veniva equiparata ad area pubblica, un recente orientamento sembra confermare che: “l’area è equiparabile alla strada di uso pubblico quando la stessa sia aperta ad un numero indeterminato di persone, che vi abbiano accesso giuridicamente lecito, anche quando le stesse appartengano a determinate categorie e nonostante l’accesso a detta area avvenga per finalità specifiche e condizioni particolari”. (Cassazione civile, sez. III, sentenza 28/06/2018 n° 17017

Risulta quindi lampante come l’area privata resti definita dall’assoluta praticabilità della stessa a un numero determinato di soggetti, identificati in modo univoco come fruitori privati della stessa.

Un’ultima nota per quanto concerne l’opportunità di sospendere l’assicurazione di auto e moto ad esempio per il solo periodo invernale; l’orientamento dei giudici UE sembrerebbe non rendere più possibile tale soluzione, essendo i veicoli comunque idonei alla circolazione durante il periodo di sospensione della garanzia assicurativa.

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