Poniamo il caso di trovarci all’interno della nostra auto posteggiata a fianco di un condominio, durante un temporale molto intenso; per intenderci una delle bombe d’acqua che sempre più spesso flagellano il nostro territorio. Supponiamo ora che, a seguito del forte vento, parte della copertura di tale condominio si sollevi e rovini a terra, urtando il nostro veicolo e danneggiandolo vistosamente.

Come evidenziato nel recente articolo (Eventi atmosferici violenti e assicurazione) gli eventi atmosferici degli ultimi anni si stanno caratterizzando per violenza ed intensità fuori dal comune; possiamo quindi ricondurli, dal punto di vista della “tipologia”, ad eventi  del tutto eccezionali ed imprevedibili.

La responsabilità da cose in custodia

La responsabilità da cose in custodia, cosi come previsto dall’Art. 2051 del codice civile, è quella responsabilità, di tipo oggettivo, che fa capo ad un soggetto per il solo fatto di ricoprire il ruolo di custode della cosa che ha cagionato il danno verificatosi e che lo obbliga a risarcirlo. Il custode, quindi , NON potrà sottrarsi alla responsabilità dimostrando semplicemente di aver adottato le regole di diligenza e le cautele idonee ad impedire l’evento in quanto incombe su di esso una presunzione di responsabilità.

L’unico limite a tale responsabilità è quello rappresentato dal provato caso fortuito, che può sussistere:

  • quando, nella sequenza degli eventi, si inserisce un fattore esterno di per se’ stesso idoneo a produrre l’evento dannoso;
  • nel caso in cui il danno venga prodotto direttamente dalla cosa in custodia, ma in conseguenza di un fattore esterno imprevedibile. Il fattore esterno in questione può essere individuato tanto in un evento naturale, quanto in un comportamento dello stesso danneggiato.

Nel nostro esempio, quindi, possiamo ragionevolmente ricondurre la violenza degli elementi durante il fortunale, ad un fattore esterno del tutto imprevedibile (in quanto l’attività meteorologica è, di per sé, non preventivabile con certezza e cognizione di causa) e sicuramente eccezionale nella sua dirompenza.

I risvolti assicurativi

Secondo l’Art 1917 c.c., che regola l’assicurazione della responsabilità civile verso terzi, “l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell’assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto”.

Se il condominio del nostro racconto, dunque, avesse contratto apposita polizza di responsabilità civile verso terzi inerente la proprietà del bene “condominio”, dovrebbe essere tenuto indenne dalla nostra richiesta di risarcimento ove si richiede ristoro del danno subito dal veicolo?

Considerando quanto visto in merito alle esimenti di responsabilità del custode (il caso fortuito) la risposta è NO.

C’è dunque il rischio concreto, in caso di eventi nei quali si possa riscontrare particolare imprevedibilità e/o eccezionalità, che venga meno il requisito fondante della responsabilità del custode del bene e quindi, contestualmente, si “disattivi” l’opportunità di esser coperti dalla propria polizza assicurativa di R.c.. A supporto della prova che il condominio ci dovrà fornire (prova del c.d. caso fortuito) potranno in questo caso essere portate le evidenze emerse in sede peritale, ove sia riscontrata l’effettiva eccezionalità del danno come la corretta manutenzione operata sulla copertura del fabbricato.

Quindi chi dovrà risarcire?

La nostra polizza auto, comprendente anche la garanzia per eventi atmosferici o garanzia kasco completa, potrà in questo caso indennizzarci in modo diretto del danno subito al netto di eventuali franchigie o scoperti.(Franchigie e scoperti nell’assicurazione: Amici o nemici?).

Questo esempio vuole porre un’attenzione particolare ad una copertura, quella dell’auto, spesso messa in secondo piano o tenuta operativa solo per i primi 2 anni dall’immatricolazione del veicolo; come abbiamo visto eventi sempre più violenti possono modificare, e a volte impedire, il classico funzionamento di un contratto assicurativo, proprio perché sono in grado di spostare a livello normativo i requisiti necessari per renderlo operativo.

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