Di seguito illustreremo il funzionamento della nuova rottamazione TER prevista per il 2019, nonché i vantaggi per i contribuenti ad essa associati.

La procedura di rottamazione delle cartelle prevista dal decreto fiscale, approvato dal Governo e collegato alla nuova Legge di Bilancio 2019, permetterà ai contribuenti di poter pagare l’importo del debito al netto di sanzioni ed interessi eventualmente dovuti. È bene far notare la sostanziale differenza tra l’impostazione iniziale della pace fiscale, la quale prevedeva il pagamento ridotto delle imposte dovute calcolate in base alla situazione reddituale del contribuente, e quanto previsto dal decreto fiscale 2019 che invece stabilisce che lo sconto interesserà esclusivamente sanzioni ed interessi mentre il debito dovrà essere interamente pagato.

Come funziona la rottamazione TER delle cartelle?

Come già accennato in precedenza il contribuente che deciderà di aderire alla definizione agevolata dovrà pagare l’intero importo del debito al netto di sanzioni ed interessi dovuti.

Analizzando dettagliatamente la questione emerge che è previsto il pagamento della somma capitale e degli interessi iscritti a ruolo (per di più l’aggio, i diritti di notifica della cartella di pagamento e, se maturate, le spese esecutive) mentre non saranno dovute le sanzioni iscritte negli stessi carichi, gli interessi di mora e le sanzioni civili (accessorie ai crediti di tipo previdenziale).

Le cartelle ammesse alla rottamazione saranno in particolare quelle affidate all’Agenzia Entrate Riscossione ed Equitalia comprese tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 e la scadenza per aderire a tale rottamazione è stabilita per il giorno 30 aprile 2019.

La pace fiscale sarà concessa anche ai contribuenti che in passato avevano già aderito ad iniziative di rottamazione ma che, a causa del mancato pagamento delle rate, sono decaduti. In questo modo rientreranno:

  • I contribuenti che non hanno versato le rate dell’attuale rottamazione. In questo caso dovranno eseguire i pagamenti delle rate scadute a luglio, settembre e ottobre entro il 7 dicembre 2018;
  • I contribuenti con cartelle ammesse alla prima rottamazione (riferimento: DL 193/2016) che non hanno estinto i pagamenti delle rate;
  • I contribuenti aderenti alla rottamazione prevista dal DL 148/2017 che non hanno provveduto al pagamento della totalità delle rate scadute entro il 31 dicembre 2016 di piani di dilazione attivi alla data del 24 ottobre 2016.

È prevista anche la rottamazione delle multe stradali, ma in questo caso saranno condonati esclusivamente gli interessi previsti dalla legge.

Tuttavia, sono esclusi dalla rottamazione delle cartelle i debiti che risultano da carichi affidati agli agenti della riscossione in merito a:

  • Risorse proprie tradizionali previste dall’Art. 2, paragrafo 1, lettera A, delle decisioni 2007/436/CE e 2014/335/UE, nonché l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
  • Le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’Art. 16 del Regolamento UE 2015/1589 del Consiglio del 13 luglio 2015;
  • Le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni in ambito tributario o per violazione degli obblighi riguardanti contributi e i premi dovuti agli entri di previdenza;
  • I crediti che derivano da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  • Multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Attualmente, per quanto concerne la fase di presentazione delle istanze, l’inizio della rottamazione è bloccato al 30 aprile 2019, data che rappresenta il termine entro cui il contribuente potrà far domanda.

Il contribuente, dopo aver fatto domanda di rottamazione ter delle cartelle, potrà scegliere se pagare l’intero ammontare del debito in un’unica soluzione o dilazionare il pagamento in dieci rate distribuite in cinque anni dove le scadenze saranno il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno.

Principali vantaggi associati alla rottamazione ter delle cartelle

Notevoli sono i vantaggi previsti dalla nuova rottamazione delle cartelle. In particolare la rateizzazione del pagamento del debito che potrà essere dilazionato in dieci rate (una prevista il 31 luglio e l’altra prevista per il 30 novembre di ogni anno) e la possibilità di poter partecipare alla definizione anche alle rottamazioni già in essere.

Inoltre, scegliendo la rateizzazione, gli interessi ad essa associati saranno solo dello 0,3% a fronte della misura ordinaria pari al 4,5% (come previsto dall’Art. 21 del DPR n. 602/1973 applicato alle precedenti definizioni).

Ultimo ma non meno importante, il contribuente che farà domanda potrà utilizzare in compensazione i crediti non prescritti (certi, liquidi ed esigibili), per somministrazioni, forniture, appalti e servizi maturati nei confronti della PA.

Presentazione della domanda di rottamazione ter delle cartelle

La domanda dev’essere effettuata utilizzando il modello DA-2018 entro il 30 aprile 2019. L’adesione può essere avanzata utilizzando:

  • Gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate Riscossione consegnando il suddetto modello compilato in ogni sua parte e firmato;

La via telematica, inviando il modello DA-2018 compilato e accompagnato dalla copia del documento di identità del contribuente all’indirizzo PEC della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

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