Cosa succede nel caso in cui due coniugi decidano di porre fine al loro rapporto coniugale? E qual è l’iter da seguire nel caso in cui la definizione dei rapporti patrimoniali in essere tra loro preveda l’attribuzione di beni immobili, con relativo trasferimento della piena proprietà o di una quota della stessa?

Rispetto alla prima domanda la risposta è semplice, bisogna promuovere un giudizio di separazione in Tribunale, tale giudizio si instaura mediante la presentazione di un ricorso che potrà essere giudiziale nel caso in cui i coniugi non riescano ad addivenire ad un accordo rispetto al contributo di mantenimento per il coniuge e i figli, al regime di visita da adottare, alla regolamentazione dei rapporti patrimoniali in essere, o vi sia richiesta di addebito e così via. Nel caso in cui invece i coniugi trovino un accordo gli stessi presenteranno un ricorso congiunto contenete la regolazione di tutti i rapporti in essere tra loro.

Quando i coniugi riescono a trovare un accordo in merito alla separazione sovente capita di dover, tra le altre, prevedere dei trasferimenti immobiliari. In questo caso le possibilità sono due, o inserire una clausola specifica in atti o rivolgersi ad un notaio.

Più nello specifico sarà possibile, nel solo caso di trasferimenti tra coniugi e tra i coniugi e i figli (non nei confronti dei terzi) inserire delle clausole o nel ricorso introduttivo chiedendo che vengano recepite in sentenza o nel verbale, che in questo caso avrà valenza di atto pubblico, che permetteranno di evitare il passaggio dal notaio e consentiranno invece l’immediata trascrizione in conservatoria ai fini dell’opponibilità ai terzi.

A questo fine sarà necessario che nel verbale (o nella sentenza) venga previsto il trasferimento immediato, se questo è solo promesso e derogato ad un momento successivo, si renderà invece necessario formalizzare l’accordo avanti il notaio, cosa che dovrà avvenire anche nel caso in cui si decida di alienare il bene a soggetti terzi.

L’attribuzione potrà essere a titolo oneroso (quindi verso corrispettivo di denaro) o a titolo gratuito e come detto potrà riguardare l’attribuzione della proprietà esclusiva o di una quota della stessa, la costituzione di diritti reali a favore dei figli, l’impegno a trasferire la proprietà nei confronti dei figli, la costituzione di un trust, la costituzione di un vincolo di destinazione o la cessione di un’azienda.

È bene sottolineare come in ogni caso i trasferimenti della piena proprietà o di una quota della stessa nei confronti di coniugi o figli siano esenti da tasse, imposta di bollo, imposta di registro ed imposta ipocatastale (questo anche nel caso di stipula di fronte ad un notaio). Se tali trasferimenti vengono invece effettuati a favore di un soggetto terzo, la tassazione segue il regime ordinario.

Ai fini di permettere che il verbale contenente l’accordo o la sentenza con l’omologa o di divorzio vengano accettate dalle conservatorie ai fini della trascrizione, molti Tribunali hanno predisposto un protocollo contenente alcune clausole tecniche da inserire nell’atto.

Inoltre negli stessi protocolli è previsto che agli atti introduttivi vengano allegati alcuni documenti quali (in via meramente esemplificativa e non esaustiva) certificazione energetica, visura catastale, certificato di destinazione urbanistica (per cessione di terreno non pertinenziale e o pertinenza dell’immobile ma avente superficie superiore a 5.000 mq), i dati dell’atto di provenienza dell’immobile, l’indicazione del diritto reale che viene trasferito, l’eventuale rinuncia all’iscrizione di ipoteca legale ed altri.

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