Il mercato assicurativo, lo sappiamo, è ricco sia di interlocutori che di prodotti che creano spesso un’offerta “minestrone” davvero complessa da comprendere con chiarezza da parte degli utenti, siano questi privati o aziende. In questo articolo tratteremo la delicata questione assicurativa connessa al contratto di “leasing” comprendendo concettualmente sia quello strumentale – utile cioè all’utilizzo in locazione finanziaria di beni mobili strumentali all’attività, che quello immobiliare – utilizzato invece per gli immobili.

Il leasing fa, il leasing propone

Il motivo per il quale ogni azienda che concede leasing è interessata alla stipula di una polizza, da parte ed a carico dell’utilizzatore, è duplice: in primo luogo coprirsi dai rischi di perdita o danneggiamento dei beni o, in qualità di proprietario, veder tutelato il proprio patrimonio in caso di richieste di risarcimento di terzi; in secondo luogo poter incrementare i propri introiti attraverso la proposta di contratti assicurativi “convenzionati” con scadenza al termine del periodo di locazione.

Per far luce su queste dinamiche è necessario chiarire alcuni aspetti:

  • Nessun leasing può obbligare un proprio utente alla stipula di un contratto assicurativo di propria proposizione;
  • Se stipulata in convenzione nessuna polizza dovrà per forza essere rinnovata dall’utente fino al termine della locazione, può subire regolare disdetta nei termini di legge;
  • Le coperture inserite nelle polizze convenzionate sono funzionali alla tutela dell’interessa del leasing ergo allo stesso poco interessa se questa ulteriore polizza creerà o meno (e in che misura) danno all’utente (e nel prosieguo dell’articolo vedremo in che modo);
  • Il leasing può richiedere e verificare le garanzie da fornire attraverso la stipula della polizza ma, una volta soddisfatte e mantenute operative nel periodo, non ha altra voce in capitolo in merito ad altre dinamiche ad esso estranee che comportino variazioni e/o integrazioni.

Effettivamente molti utenti si fanno attrarre dalla facilità e semplicità (apparente) di stipulare la copertura in concomitanza con la locazione finanziaria, la cosa risolve l’onere non sempre gradito di dover intavolare una trattativa con il proprio intermediario, avere un ulteriore esborso, gestire amministrativamente un ulteriore contratto. E’ certamente comprensibile. Quelli che vanno però evidenziati sono i rischi connessi nell’affrontare con superficialità un tema, quello assicurativo, che semplice e superficiale non può essere quando in ballo ci sono famiglie i aziende intere.

Che succede se…?

Vediamo caso per caso i possibili rischi connessi ad una gestione superficiale di una copertura leasing e come invece la tematica andrebbe correttamente gestita.

Per miglior comprensione decliniamo la questione in un esempio pratico: un’azienda produttiva diviene utilizzatrice in leasing di un nuovo macchinario industriale del valore a nuovo di 1.000.000 € e stipula sempre per il tramite della società di leasing una polizza “convenzionata” senza informare di nulla il proprio intermediario assicurativo né tanto meno la propria Compagnia assicurativa che ha in carico la copertura del capannone e dei macchinari preesistenti.

Vantaggi: L’imprenditore, o chi per esso, ha oggettivamente risparmiato qualche oretta di tempo. Vero.

Svantaggi e rischi (casi reali):

  • Franchigie elevate – Un giorno, durante un temporale un fulmine danneggia il macchinario per un danno complessivo di 3.500 €. SOLO a questo punto il nostro imprenditore scopre che, a differenza della propria polizza incendio ove aveva concordato con l’intermediario le franchigie e gli scoperti (Franchigie e scoperti nell’assicurazione. Amici o nemici?) a lui coerenti, è in corso una franchigia fissa di 2.500 €.
  • Gestione – Alla scadenza annua nessuno manda avvisi di scadenza perché la polizza è in “gestione” a un’agenzia lontana ove non si conosce nessuno. L’azienda si dimentica di pagare il premio e, passati i 15 giorni di copertura oltre scadenza, la polizza va fuori copertura. E la beffa è che spesso le polizze incendio All-risks sul mercato NON coprono i beni in leasing, da quel momento dunque fino al pagamento abbiamo 1.000.000 € di potenziale esposizione.
  • Svantaggi “tecnici” – Uno su tutti: un’eventuale polizza “danni indiretti” che va a tutelare la perdita di fatturato in caso ad esempio di incendio è operativa SOLO a seguito di un danno che interessi la polizza di riferimento. Se il macchinario interessato dal danno è strettamente funzionale alla continuità del business (c.d. collo di bottiglia) ed è assicurato in un’altra polizza (quella in “convenzione” appunto) succede che la perdita di fatturato conseguente NON viene pagata!.
  • Scadenze – Quando il leasing scade e se il cliente riscatta il bene, automaticamente decade anche la copertura assicurativa. La domanda è: qualcuno si ricorderà di questo? Perché se non succede il macchinario risulterà automaticamente coperto nella polizza incendio dell’azienda la quale, però, NON contempla ancora l’aumento di valore a nuovo complessivo ora esistente! Risultato: possibile applicazione della proporzionale con sensibile riduzione dell’indennizzo.
  • Costi amministrativi – La gestione della prestazione assicurativa è il momento in cui si “pesa” la validità e la qualità di una copertura nonché del proprio interlocutore. L’azienda di oggi opera in un contesto di tempi strettissimi (spesso “just in time” e quasi senza magazzino), clienti esigenti, mercati volatili; ha bisogno di indennizzi veloci e corretti. Riprendiamo il primo esempio: il fulmine danneggia, oltre che il macchinario in leasing, anche altri beni in proprietà assicurati su altra polizza. In questo caso l’azienda avrà l’onere di aprire 2 pratiche con 2 interlocutori diversi: il proprio intermediario di fiducia (ok), e qualche agenzia sparsa in Italia la quale ha un interesse commerciale nullo nel fare il massimo per portare a casa il risultato al proprio cliente!.

Soluzione?

Una volta instradata la pratica leasing è necessario sia l’intermediario assicurativo, attraverso specifiche pattuizioni da concordare con l’assicuratore, ad integrare la copertura nella polizza incendio in corso vincolandola (previo benestare) al leasing di riferimento. In alternativa è possibile valutare la stipula di un nuovo contratto ma gestito sempre dal nostro interlocutore, che conosce la situazione assicurativa aziendale e può comprendere, evitare, prevenire le eventuali sovrapposizioni o problematiche viste in precedenza.

L’esempio riporta il caso del leasing strumentale ma il concetto si sviluppa in modo identico per quanto concerne quello immobiliare. In quest’ultimo caso alcune dinamiche di sovrapposizione (c.d. coassicurazione indiretta) sono inevitabili e vanno poi gestite di volta in volta in caso di sinistri importanti; un motivo in più per affidarsi ad un professionista dedicato onde evitare spiacevoli sorprese.

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