La Legge di bilancio 2018 aveva previsto, con effetto dal 01 luglio 2018, l’abolizione della c.d. scheda carburante. Ai sensi della L. 205/17, comma 917, a partire dal secondo semestre del 2018 l’onere di certificare l’avvenuta cessione di benzina o gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori doveva essere demandato allo strumento della fatturazione elettronica. Congiuntamente a tale obbligo la norma di cui sopra ha subordinato, con effetto dalla medesima data, la deducibilità del costo e la detraibilità dell’Iva sui carburanti all’utilizzo, nella transazione, di strumenti tracciati.

L’adempimento in questione, senza esclusione alcuna, è rivolto anche agli enti associativi non lucrativi e alle società sportive dilettantistiche relativamente all’acquisto di carburanti per rifornire i propri mezzi di trasporto (ammiraglie, pulmini, furgoni, motocicli, ecc.).

Ciò premesso, considerate le notevoli difficoltà operative legate alla nuova procedura, con il D.L. 79/18, art. 1, l’obbligo della fatturazione elettronica dei carburanti per autotrazione, ceduti presso gli impianti stradali di distribuzione a favore dei soggetti titolari di partita Iva, è stato posticipato al 01 gennaio 2019.

Stante il rinvio di cui sopra, con l’attuale possibilità di utilizzare sia lo strumento della scheda carburante sia la fatturazione elettronica, il D.L. 79/18 nulla ha previsto in merito alla proroga dell’obbligo di  “tracciabilità” dei pagamenti.

Infatti, la legge di bilancio 2018 ha subordinato il “riconoscimento fiscale” dei carburanti al pagamento del corrispettivo mediante strumenti tracciabili (bonifico, assegni, carte di credito e debito ovvero altri strumenti così come identificati dall’amministrazione finanziaria nel provvedimento n. 73203/18).

A partire dal 01 luglio la L. 205/17 (comma 922)  ha previsto la deducibilità delle spese per carburanti da autotrazione qualora sostenute utilizzando “carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605”; allo stesso modo, il successivo comma 923 ha subordinato la detraibilità dell’Iva sui relativi acquisti all’utilizzo di “carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, o da altro mezzo ritenuto parimenti idoneo individuato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate”.

Secondo il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, (provvedimento Prot. n. 73203/2018) si considerano idonei a provare l’avvenuta effettuazione delle operazioni i seguenti mezzi di pagamento:

a) gli assegni, bancari e postali, circolari e non, nonché i vaglia cambiari e postali di cui, rispettivamente, al regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736 e al decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144, con successive modificazioni e integrazioni;

b) quelli elettronici previsti all’articolo 5 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, secondo le linee guida emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale con determinazione 22 gennaio 2014, n. 8/2014, punto 5, tra cui, a titolo meramente esemplificativo:

  • addebito diretto;
  • bonifico bancario o postale;
  • bollettino postale
  • carte di debito, di credito, prepagate ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente.

Va sottolineato che il pagamento è ammesso anche in un momento successivo o comunque diverso rispetto all’acquisto del carburante.

Posticipata l’eliminazione della scheda carburante, si ritiene ancora percorribile, fino a fine anno, la possibilità di certificare gli acquisti in oggetto così come previsto dall’art. 1, comma 3-bis, DPR 444/97 (“In deroga a quanto stabilito al comma 1, i soggetti all’imposta sul valore aggiunto che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, non sono soggetti all’obbligo di tenuta della scheda carburante previsto dal presente regolamento”).

Concludendo, per le associazioni prive di P.Iva nonché per gli enti associativi non lucrativi e società sportive dilettantistiche in L. 398/91 gli acquisti di carburante per autotrazione potranno essere ancora effettuati con strumenti non tracciabili (prevedendo il regime in oggetto la totale indeducibilità dei costi e indetraibilità dell’Iva sugli acquisti) essendo importante la documentabilità della spesa ma non la sua “tracciabilità”.

Qualora, invece, gli acquisti effettuati nel 2018 fossero oggetto di certificazione nel 2019, salvo ulteriori proroghe, questi dovranno essere legittimamente documentati mediante l’emissione della fattura elettronica. Infine, si precisa che gli obblighi in questione non si applicano per gli acquisti aventi ad oggetto carburanti e lubrificanti per i mezzi utilizzati dalle associazioni per sfalcio prato, gruppi elettrogeni, ecc.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui