In prossimità delle imminenti vacanze estive è bene fare chiarezza su alcuni diritti del turista-consumatore, la loro tutela e il modo per farla valere.

I servizi turistici erano inizialmente disciplinati nel codice del consumo (D.lgs. n. 206/05) nella parte III, a partire all’articolo 82 sino al 100, successivamente tali articoli sono stati abrogati dal D.lgs. n. 79/2011 (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo) emanato in attuazione della direttiva europea 2008/122/CE.

La tutela del consumatore nel settore del turismo riguarda principalmente la vendita di pacchetti turistici, vendita che può essere effettuata anche al di fuori dei locali commerciali e a distanza.

In particolare è bene sapere che i c.d. pacchetti turistici sono quelli che hanno ad oggetto viaggi, vacanze, circuiti tutto compreso e crociere turistiche risultanti dalla combinazione, in qualunque modo realizzata, di almeno due di questi tre elementi: trasporto, alloggio, e servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio (quali escursioni, visite, itinerari, …), venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfettario.

È importante che il contratto di vendita relativo a tali pacchetti, venga redatto in forma scritta, utilizzando termini chiari e precisi, e, soprattutto, che una copia sottoscritta dello stesso sia rilasciata al turista.

Inoltre il contratto deve contenere diversi elementi importanti, quali l’indicazione della destinazione di viaggio; la durata; la data di inizio e conclusione della prestazione; i dati dell’organizzatore; il prezzo del pacchetto; le modalità della sua revisione e i costi a carico del turista; l’importo (non superiore al 25%) da versarsi nel momento della sua prenotazione e il termine entro cui pagare il tutto; gli estremi della copertura assicurativa; i mezzi e le caratteristiche del trasporto; itinerario, visite, escursioni e altri servizi inclusi; il termine entro il quale il turista deve essere avvisato dell’annullamento del viaggio per mancato raggiungimento del numero minimo; gli accordi specifici sulle modalità del viaggio; le eventuali spese poste a carico del turista; il termine entro il quale il turista deve presentare reclamo; termine entro cui il turista deve comunicare la modifica alle condizioni contrattuali.

Prima dell’inizio del viaggio devono essere comunicate per iscritto le informazioni utili relative al soggiorno, e anche l’opuscolo informativo deve contenere indicazioni precise circa il mezzo di trasporto utilizzato, la sistemazione, i pasti forniti, gli itinerari, le informazioni di carattere generali sul passaporto, i visti e gli obblighi sanitari, l’importo da versare, il numero minimo di partecipanti, i termini e le modalità di recesso e gli estremi delle polizze assicurative.

Le informazioni contenute nell’opuscolo vincolano l’organizzatore, a meno che le modifiche relative alle stesse non vengano comunicate per iscritto entro congrui termini.

È possibile che l’operatore applichi una revisione del prezzo forfettario, ma ciò è legittimo solo se tale opzione è espressamente prevista nel contratto, all’interno del quale debbono anche essere definite le modalità di calcolo in conseguenza di variazioni di costi, i quali dovranno essere adeguatamente documentati dal venditore.

In ogni caso la revisione al rialzo non può essere superiore al 10% del prezzo nel suo originario ammontare, nel caso in cui ciò avvenga il turista potrà recedere dal contratto ottenendo il rimborso delle spese sostenute, il prezzo non può comunque essere modificato nei venti giorni che precedono la partenza.

Qualora prima della partenza l’organizzatore abbia necessità di modificare in modo significativo alcuni degli elementi del contratto dovrà darne avviso in forma scritta al turista, indicando il tipo di modifica necessaria e la variazione del prezzo.

Se il turista non accetta potrà recedere senza pagare penali, potrà invece decidere di acquistare un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza alcun aumento di prezzo, o se il pacchetto prescelto fosse di qualità inferiore potrà ottenere il rimborso della differenza di prezzo.

La scelta dovrà essere comunicata entro due giorni lavorativi.

Se dopo la partenza una parte essenziale dei servizi non potesse più essere effettuata, l’organizzatore dovrà trovare delle soluzioni alternative che non comportino oneri aggiuntivi per il turista o, eventualmente, rimborsargli la differenza di prezzo. È sempre possibile agire per ottenere il risarcimento del danno.

Nel caso un cui non si rinvenga alcuna soluzione alternativa o il turista dichiari di non accettarla per giustificato motivo, l’organizzatore deve mettergli a disposizione un mezzo equivalente e restituirgli la differenza di prezzo.

Quando l’inesatta esecuzione o l’inadempimento non siano di scarsa importanza il turista potrà richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno. La prescrizione va da tre anni per il danno alla persona a un anno per danni diversi. Trattandosi di diritto del consumatore il Foro competente è quello del luogo di residenza o domicilio del turista se posto sul territorio italiano.

Nel caso di insolvenza o di fallimento dell’organizzatore o dell’intermediario, per consentire il rimborso del prezzo versato o il rimpatrio del turista nel caso di viaggi all’estero, a causa di emergenze imputabili o meno al comportamento dell’organizzatore (non di situazioni di rischio per le quale interviene invece il Ministero degli Esteri) interviene il Fondo Nazionale di Garanzia.

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