Quando si parla di “gola” non è difficile l’accostamento ad una finanza “cinematografica”.

Ho condotto un sondaggio tra amici e conoscenti chiedendo loro che cosa si aspettassero da un investimento finanziario; ebbene la risposta più frequente è stata fare soldi e diventare ricco. Mi sono resa conto che anche oggi, nonostante il mutamento delle condizioni economiche e di mercato, la maggior parte delle persone non ha idea di cosa significhi investire e soprattutto sia attratta dai miraggi di facili guadagni senza conoscere i mercati. I guadagni facili fanno gola a tutti: chi non sogna di vedere accrescere il proprio gruzzoletto, velocemente e senza fatica?

E’ fondamentale ricordare che non esistono guadagni facili.

Il peccato di Gola alimenta le cosiddette Bolle finanziarie.

La bolla speculativa in economia è una particolare fase di mercato caratterizzata da un aumento considerevole e ingiustificato dei prezzi di uno o più beni, dovuto ad una crescita della domanda repentina e limitata nel tempo.

L’eccesso di domanda si può ricondurre ad un’euforia generalizzata degli investitori convinti che una nuova industria, un nuovo prodotto, una nuova tecnologia potranno offrire cospicui guadagni e sovraperformare senza precedenti. La corsa all’acquisto fa aumentare il prezzo che conferma la bontà della scelta di entrare nel mercato. Quando poi il valore dei titoli scende repentinamente e si assiste ad un cambiamento radicale delle prospettive economiche sottostanti, scoppia la bolla.

Lo scoppio della bolla immobiliare (crisi dei mutui sub-prime) del 2007 ha prodotto la più recente crisi finanziaria. Ma dobbiamo risalire all’Olanda del 1600 per cercare l’origine delle bolle finanziarie.

In Olanda la coltivazione dei tulipani iniziò nel 1593, dopo che il botanico fiammingo Carolus Clusius, presso l’Università di Leiden, aveva accertato che i tulipani, giunti dalla Turchia, erano in grado di sopportare le severe condizioni climatiche dei Paesi Bassi. L’interesse per questi fiori dalle diverse colorazioni divenne una vera e propria mania che negli anni si trasformò in un’esagerata ricerca degli esemplari più rari, come quelli con petali a striature geometriche, con spettacolari effetti colorati di linee intricate e fiammeggianti. La passione per i tulipani coincise con una fase di crescita commerciale dei Paesi Bassi, da poco indipendenti ed al centro del lucroso commercio delle Indie Orientali, dove un singolo viaggio poteva produrre profitti anche del 400%. Il tulipano divenne rapidamente una merce di lusso e uno status symbol. Poiché il prezzo andava aumentando col tempo, si cominciò ad acquistare i bulbi di tulipano per fini speculativi.

La domanda di bulbi di tulipano crebbe al punto che ogni singolo bulbo di tulipano raggiunse prezzi enormi. Nel 1623, un bulbo di una specifica qualità di tulipano poteva costare anche un migliaio di fiorini olandesi (il reddito medio annuo dell’epoca era di 150 fiorini). Sempre più persone li acquistavano per poterli rivendere di lì a poco realizzando cospicui guadagni. La gente era convinta che da tutto il mondo sarebbero fioccati ordini di persone abbienti per le quali nessun prezzo sarebbe stato troppo alto. Tutta l’economia olandese fu trasportata da questo fenomeno, ed anche i prezzi degli altri beni, come quelli di prima necessità, aumentarono gradualmente.Il crollo iniziò il 6 febbraio del 1637, apparentemente scatenato da un’asta di bulbi di tulipani “normali” andata deserta ad Haarlem. Anche se questo fatto poteva essere causato dalla presenza in Haarlem di un focolaio di peste bubbonica, il panico in pochi giorni si diffuse in tutto il paese. Nonostante gli sforzi degli operatori per sostenere la domanda, il mercato dei tulipani crollò. Si iniziò a pensare che la domanda di tulipani non avrebbe potuto più mantenersi a quei livelli, e questa opinione si diffuse man mano che aumentava il panico. La bolla speculativa scoppiò. Alcuni detenevano contratti per comprare tulipani a prezzi dieci volte maggiori di quelli di mercato (ormai crollato), mentre altri possedevano bulbi che valevano un decimo di quanto li avevano pagati. Tra l’altro, oggi sappiamo che le striature dei tulipani sono causate da un’infezione da potyvirus (virus delle piante) che causano una distribuzione alterata dei pigmenti nei petali. Purtroppo l’infezione virale dei tulipani non è benigna: nelle generazioni successive all’infezione, il bulbo si rimpicciolisce finché non è più in grado di fiorire.

Se vogliamo analizzare quali sono i comportamenti che mettiamo in atto che alimentano i peccati di gola, dobbiamo riferirci ancora una volta alla finanza comportamentale.

L’eccessivo ottimismo che porta a sovrastimare la probabilità di esiti favorevoli facendo commettere errori di valutazione nel formulare le stime; l’errore di conferma, in cui si cerca conferma del proprio punto di vista  sottovalutando le posizioni che contraddicono le proprie credenze; le scorciatoie mentali come la disponibilità delle informazioni che si attua quando ci lasciamo condizionare dalle informazioni più facilmente reperibili anche se spesso non sono complete.

I golosi nella VI Cornice del Purgatorio nella loro impressionante magrezza, sono tormentati da fame e sete continua, stimolata dal profumo di dolci frutti pendenti da due alberi posti e da una fonte d’acqua che sgorga dalla roccia e scorre verso l’alto.

Ahimè, anche un investitore che pecca di gola alla fine rimarrà come si suol dire.. a bocca asciutta.

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