Nonostante i casi denunciati di furto all’interno di abitazioni private siano statisticamente in leggero calo, il fenomeno negli ultimi anni si è mantenuto a frequenze decisamente alte per il nostro paese. L’estate alle porte, le vacanze e il lasciare la casa inoccupata per diversi giorni consecutivi peggiorano il rischio di subire un furto.

Un ulteriore fattore critico è rappresentato dal fatto che, negli ultimi 3 anni, il fenomeno dei furti perpetrati attraverso il web (parte del più complesso ed emergente rischio informatico) è in aumento esponenziale. Questo fattore sta allontanando dalla strada diversi malviventi comuni senza particolari doti “artistiche”, se mi passate il paragone, ma sta lasciando campo libero ai professionisti ben organizzati. Se avete oggetti di valore o preziosi in casa è quindi assolutamente consigliata una copertura assicurativa specifica per il furto, la rapina e lo scippo.

I sistemi di prevenzione e protezione, anche i più recenti, offrono le più disparate soluzioni tecnologiche per mettersi al riparo. E’ però dimostrato che la tecnologia avanza anche per i malviventi, specialmente i  professionisti di cui sopra, che volendo riescono a dotarsi di apparecchiature sofisticate e penetrare anche le difese più insidiose.

La polizza consente di trasferire contrattualmente alla Compagnia il rischio di furto, ma quali sono i 5 dettagli da non trascurare assolutamente durante la stipula di questi contratti?

  • I mezzi di protezione e di chiusura della vostra abitazione;
  • Le aperture verso l’esterno situate a meno di 4 mt. di altezza da terra o da ripiani accessibili per via ordinaria o con particolare agilità personale;
  • La presenza in casa di casseforti o di cassette di sicurezza e l’ammontare del loro contenuto;
  • La quantificazione della somma assicurata va fatta a “primo rischio assoluto” ovvero senza dover valorizzare l’intero valore dei vostri beni (come nel caso dei fabbricati). La somma si intende quindi “fino alla concorrenza di”;
  • Eventuali precedenti episodi e rispettivo ammontare dei danni.

Una domanda frequente in questi casi è: in caso di furto come farà l’assicuratore a risarcirmi? In che modo quantificherà il valore di tali oggetti?

La difficoltà intrinseca sta nel dover valutare beni che non sono più nella nostra disponibilità, in questo caso quindi è necessario provvedere alla conservazione della maggior quantità possibile di documentazione.

  • Orologi – il valore indennizzato è quello di realizzo NON il valore commerciale ovvero di vendita in un eventuale mercato dell’usato (che conterrebbe quindi anche il guadagno del venditore, non assicurato!);
  • Oro – stabiliti i carati (peso) e la purezza del materiale (titoli) si prende a riferimento la quotazione dell’oro nella giornata in cui è avvenuto il fatto e si effettua la moltiplicazione;
  • Bracciali e preziosi – sono i beni più ostici. La valutazione è basata su 4 parametri fondamentali : purezza, taglio, colore e carati;
  • Borse, vestiario e similari – non sono di facile quantificazione perché soggetti a svalutazioni importanti dovute al cambio della moda e ad altri fattori;
  • Denaro contante – si fa riferimento a quanto dichiarato nella denuncia alle Autorità, salvo il sotto-limite sempre presente nei contratti di assicurazione. Aiutano in questo caso eventuali evidenze di prelievi Bancomat.

Consiglio: conservate sempre scontrini di acquisto o di riparazione, fatture di acquisto, matrici di assegni bancari, certificati di garanzia, manuali d’uso, album fotografici, contenitori (per preziosi), ricevute di prelievo bancomat, ricevute di deposito o pegno, documenti di successione ereditaria, expertise.

Una nota particolare sugli orologi, soprattutto quelli di particolare pregio. L’errore più frequente che si commette nella custodia di questi oggetti è quello di conservarli all’interno della scatola con la quale vi sono stati venduti/ceduti. Succede quindi che, dopo il furto, non resta traccia né dell’orologio né dei suoi documenti o della sua confezione originale. E’ del tutto evidente come questo pregiudichi fortemente la possibilità di dimostrare all’assicuratore il possesso dell’orologio. E’ quindi buona prassi:

  • Farsi fare una foto a viso ben scoperto indossando il bene e conservarla in luogo sicuro;
  • Conservare in due ambienti diversi l’orologio dalla sua scatola con relativi documenti;
  • Ove possibile, completare online le procedure di identificazione del modello di orologio acquistato (Rolex ha già attiva questa procedura, cosi come diverse altre case prestigiose).

Un comportamento corretto nella conservazione dei beni più preziosi della casa può fare quindi la differenza diminuendo i tempi di pagamento della Compagnia e rendendo efficace l’importo dell’indennizzo.

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