La qualifica di I.A.P., acronimo di comune utilizzo che individua l’imprenditore agricolo professionale, può essere riconosciuta a colui il quale, in possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali, dedichi all’attività lavorativa agricola almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi da tale attività almeno il 50% del proprio reddito, con una riduzione di tali apporti al 25% nei soli casi in cui l’attività agricola sia svolta in zone svantaggiate.
Dopo la modifica normativa del 2004, le Regioni hanno il compito di accertare i requisiti previsti per l’attribuzione del titolo di IAP. La Giunta regionale ha approvato le linee di indirizzo per il riconoscimento della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale e ha definito i parametri standard per calcolare il tempo di lavoro dedicato all’attività agricola e il reddito ricavabile da essa.
Le situazioni soggettive che si possono incontrare sono tra le più disparate, per questo motivo si riportano di seguito i parametri per il calcolo del tempo di lavoro e di reddito, indispensabili all’individuazione dei requisiti per il riconoscimento IAP, e aggiornati all’ultima delibera di giunta regionale del Veneto:

Allegato B D.G.R. 679/2017 Indici parametrici di tempo e reddito da lavoro ordinariamente attribuibili alle principali attività agricole.

Appurato che sussistano i requisiti sopracitati, passiamo ora alla dimostrazione delle “adeguate conoscenze e competenze professionali”. Come vengono attestate? Quest’ultime vengono accertate quando si è in possesso alternativamente di:

  1. Titolo di studio attinente il settore agrario, forestale o veterinario, quali lauree, diplomi universitari, diploma di istituto tecnico o professionale;
  2. Attestazione di frequenza di un corso di formazione riconosciuto dalla Regione del Veneto, finalizzato al conseguimento della professionalità dei giovani agricoltori che si insediano per la prima volta
  3. Esercizio di attività agricola, per almeno un triennio continuativo antecedente la richiesta di qualifica, in qualità di:
    • titolare di impresa agricola da documentare attraverso la data di apertura della partita IVA e/o la dimostrazione dello svolgimento dell’attività mediante evidenze probatorie (es. apertura fascicolo aziendale e concomitante presenza di fatture nel periodo considerato, pagamenti diretti);
    • coadiuvante familiare o lavoratore agricolo attestabile dalla regolare iscrizione INPS ai rispettivi ruoli;
    • socio, amministratore di società agricola attestabile dalle visure camerali.

È utile ricordare che la qualifica di imprenditore agricolo professionale non si limita alle persone fisiche, cioè alle ditte individuali, bensì viene estesa anche alle società, nel caso in cui siano rispettati i requisiti per le società agricole, già visti nell’articolo precedente.

L’attività di riconoscimento della qualifica IAP è affidata all’AVEPA, agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, che ha predisposto l’applicativo “IAP” per la compilazione, la presentazione delle domande e il rilascio del riconoscimento. Si fa presente che la compilazione della domanda di riconoscimento della qualifica di IAP può essere effettuata sia da parte del soggetto richiedente che da parte del suo delegato.
La domanda firmata, completa degli allegati richiesti, va presentata al CAA mandatario per la gestione del fascicolo aziendale o in alternativa allo Sportello unico agricolo dell’AVEPA competente. Una volta verificato che tutti i requisiti sono rispettati, l’ente preposto provvede al rilascio del riconoscimento, che ha durata annuale. Va specificato che l’imprenditore agricolo interessato a presentare domanda di riconoscimento potrà trovarsi in una delle due seguenti condizioni, con conseguenze diverse:

  • Situazione ordinaria: situazione nella quale i vincoli standard unitari di tempo e reddito, vengono soddisfatti. Condizione ottimale per il rilascio della qualifica;
  • Situazione extra-ordinaria: situazione nella quale il soggetto richiedente non ritiene che i vincoli standard richiesti non siano coerenti con le specifiche caratteristiche aziendali. In questa situazione il soggetto deve dimostrare che tali requisiti sono stati raggiunti attraverso la presentazione di documenti contabili, accompagnati da apposita relazione tecnica a firma di professionista agroforestale abilitato e da documentazione a supporto dei dati contenuti nel conto. Nel caso in cui dovesse verificarsi questa seconda casistica, la domanda deve essere presentata unicamente allo Sportello Unico Agricolo che inizia l’istruttoria e in seguito rilasciare o meno la relativa qualifica.

Merita attenzione un particolare, nel caso in cui la domanda di riconoscimento IAP non abbia esito positivo, in prima battuta, per mancanza di requisiti. In questo caso viene rilasciata dall’ente una certificazione, ai sensi del comma 5 ter art. 1 del DLGS 99/2004, attestante l’avvenuta presentazione della domanda e il contestuale impegno a raggiungere i requisiti in 36 mesi dalla data di presentazione dell’istanza.

Prima di terminare la disamina sullo IAP, vorrei soffermarmi sul punto di incontro tra la normativa afferente i requisiti dell’imprenditore agricolo professionale, appena citata, e la normativa previdenziale. L’agenzia delle Entrate, con la risoluzione 350/E del 29/11/2007, ha chiarito che “all’imprenditore agricolo professionale persona fisica, se iscritto nella gestione previdenziale ed assistenziale, sono altresì riconosciute le agevolazioni tributarie in materia di imposizione indiretta e creditizie stabilite dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto”. Questo ci permette di desumere come l’iscrizione all’INPS nell’apposita gestione agricola sia requisito fondamentale per l’accesso alle agevolazioni. Anche nel caso in cui non fosse ancora stata ancora ottenuta la qualifica di IAP, si fa presente che è comunque possibile effettuare iscrizione all’Inps con riserva, purché il richiedente raggiunga entro 24 mesi i requisiti previsti. In caso di mancato adempimento l’INPS procederà alla cancellazione dalla data di iscrizione, e alla rettifica dei benefici goduti. Tenute in considerazione la normativa regionale IAP e la normativa previdenziale però, l’obbligo di iscrizione all’INPS risulta pressoché automatico. L’unico caso di esonero dall’iscrizione all’INPS infatti si manifesta nel caso in cui il fabbisogno lavorativo necessario per la gestione dell’azienda sia inferiore a 104 giornate annue, situazione già di fatto non compatibile con quanto sopra spiegato.

Ricapitolando quanto compreso, il titolo di IAP non è un riconoscimento automatico bensì una qualifica attribuita dietro istruttoria rivolta agli enti di competenza. Il riconoscimento consente di accedere alle agevolazioni di carattere tributario e fiscale, nonché ai benefici riservati agli agricoltori nell’attribuzione di aiuti pubblici, soprattutto in termini di punteggi assegnati. In altri termini, un imprenditore agricolo privo della qualifica IAP, oltre a non poter accedere ai benefici connessi alla partecipazione ai bandi regionali ed europei, di fatto viene assimilato ad un imprenditore commerciale, senza possibilità di applicare quindi le agevolazioni riservate agli agricoltori, quali ad esempio quelle relative alla “piccola proprietà contadina”, trattate nel prossimo articolo.

Fonti:
Art. 2135 del codice civile
Decreto legislativo del 29 marzo 2004, n. 99
D.G.R. Veneto n. 2113 del 7 dicembre 2011
D.G.R. Veneto n. 1227 del 25 giugno 2012
D.G.R. Veneto n. 2293 del 10 dicembre 2013
D.G.R. Veneto n. n. 679 del 16 maggio 2017
Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 350/E del 29 novembre 2007

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