Associazioni non profit e corrispettivi specifici: modello Eas in scadenza al 3 aprile 2018

0
612

Le associazioni non lucrative che applicano l’agevolazione rappresentata dalla de-commercializzazione delle quote di frequenza versate da associati e tesserati sono chiamate entro il giorno 03 aprile 2018 alla ripresentazione della COMUNICAZIONE DEI DATI RILEVANTI AI FINI FISCALI DA PARTE DEGLI ENTI ASSOCIATIVI (c.d. Eas), qualora, nel corso del periodo d’imposta 2017, siano variati i dati contenuti nella comunicazione da ultimo inviata. Tuttavia, non rappresentano presupposto per il re-invio la variazione dei dati numerici nello stesso contenuti ovvero delle informazioni già in possesso dell’Amministrazione finanziaria.

L’applicazione della disciplina di cui agli artt. 148, comma 3, Tuir e 4, comma 4, DPR 633/72 (che prevede la neutralità fiscale ai fini delle imposte sui redditi e ai fini IVA dei corrispettivi specifici corrisposti da particolari categorie di soggetti per la partecipazione alle attività istituzionale del sodalizio ricevente), è subordinata alla ricorrenza di una duplice condizione:

  • possesso dei requisiti previsti dagli artt. 148, comma 8, Tuir e 4, comma 7, DPR 633/72;
  • comunicazione dei dati e delle notizie rilevanti ai fini dell’accertamento (modello Eas).

Pertanto, premesso che la presentazione dell’Eas non rappresenta un obbligo di legge a se stante bensì uno dei presupposti per l’applicazione delle agevolazioni di cui agli artt. 148, comma 3, Tuir e 4, comma 4, DPR 633/72, l’adempimento deve essere eseguito esclusivamente qualora si intenda applicare la suddetta normativa di favore. L’invio, esclusivamente in forma telematica (direttamente dall’ente tramite Fisconline o Entratel, oppure tramite commercialisti, ragionieri, ecc.), dovrà essere scadenziato entro 60 giorni dalla data di costituzione dell’ente associativo. Come sopra anticipato, l’Agenzia delle Entrate (Provvedimento del 2/09/2009) ha chiarito che “In caso di variazione dei dati precedentemente comunicati, il modello […] deve essere nuovamente presentato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione” (3 aprile 2018 per effetto delle festività).

Così come chiarito dalla norma e dalla stessa Amministrazione finanziaria, sono esonerati dalla comunicazione dei dati:

  • gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del Coni che non svolgono attività commerciale
  • le ro-loco che applicano la L. 398/91
  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali di cui al D.M. 25/05/95
  • i patronati che non svolgono al posto delle associazioni sindacali promotrici le loro proprie attività istituzionali.
  • le Onlus
  • gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale (per esempio, i fondi pensione).

Possono, invece, presentare il modello in forma semplificata:

  • le associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, diverse dalle precedenti
  • le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri delle APS
  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri delle ODV, diverse da quelle esonerate (es. ODV non già Onlus di diritto)
  • le associazioni iscritte nel registro delle persone giuridiche tenuto dalle prefetture, dalle regioni o dalle province autonome
  • le associazioni religiose riconosciute dal Ministero dell’interno come enti che svolgono in via preminente attività di religione e di culto, nonché le associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese
  • i movimenti e i partiti politici tenuti alla presentazione del rendiconto di esercizio per la partecipazione al piano di riparto dei rimborsi per le spese elettorali ai sensi della legge n° 2 del 1997 o che hanno comunque presentato proprie liste nelle ultime elezioni del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo
  • le associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel Cnel nonché le associazioni per le quali la funzione di tutela e rappresentanza degli interessi della categoria risulti da disposizioni normative o dalla partecipazione presso amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale, le loro articolazioni territoriali e/o funzionali gli enti bilaterali costituiti dalle anzidette associazioni gli istituti di patronato che svolgono, in luogo delle associazioni sindacali promotrici, le attività istituzionali proprie di queste ultime
  • l’Anci, comprese le articolazioni territoriali
  • le associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione della ricerca scientifica individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (per esempio, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro)
  • le associazioni combattentistiche e d’arma iscritte nell’albo tenuto dal Ministero della difesa
  • le federazioni sportive nazionale riconosciute dal Coni.

L’adempimento in “forma semplificata” può essere soddisfatto compilando il primo riquadro (dati identificativi dell’ente e del rappresentante legale) e, relativamente al secondo riquadro, fornendo i dati e le notizie richieste ai righi 4), 5), 6), 25) e 26). Per gli enti sportivi dilettantistici (associazioni e società) è richiesta anche la compilazione del rigo 20), mentre le associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica sarà necessario barrare la casella “sì” del rigo 3).

Sotto il profilo della ripresentazione, la comunicazione della variazione dei dati relativi al rappresentate legale e, più in generale le variazioni dei dati delle sezioni “Dati relativi all’Ente” e “Rappresentante legale”, attraverso la presentazione di un nuovo modello EAS non sarà necessaria qualora siano oggetto di indicazione nel modello AA5/6 (ovvero AA7/10 se ente con partita Iva).

Non rappresentano inoltre presupposti per la ri-presentazione del modello le variazioni relative a:

  • importo dei proventi ricevuti dall’ente per attività di sponsorizzazione o pubblicità (domanda 20);
  • costo per messaggi pubblicitari (domanda 21);
  • ammontare delle entrate dell’ente (domanda 23);
  • numero degli associati nell’ultimo esercizio (domanda 24);
  • erogazioni liberali (domanda 30) e dei contributi pubblici ricevuti (domanda 31);
  • numero e giorni delle raccolte fondi (domanda 33).

Nel caso di presentazione del modello in forma integrale dovranno essere oggetto di comunicazione, invece, le variazioni intervenute nell’organo amministrativo (salvo che il codice fiscale degli stessi non sia già stato oggetto di comunicazione mediante il modello AA7/10).

L’omesso invio dell’Eas (anche di quelli successivi al primo) può essere sanato entro il termine di presentazione  della prima dichiarazione dei redditi che scade successivamente a quello previsto per effettuare la comunicazione. La c.d. remissione in bonis richiede il versamento di una sanzione amministrativa pecuniaria di 250 euro tramite modello F24 con codice tributo 8114 (esclusa la compensabilità con crediti tributari in essere). Presupposto per la presentazione tardiva è che “non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza”.

Concludendo si ricorda che la presentazione successiva del modello sarà richiesta all’associazione entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria e richiamati dall’art. 30, D.L. 185/08.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here