Associazioni, fondazioni, enti riconosciuti come Onlus e imprese che intrattengono rapporti con la Pubblica Amministrazione sono soggetti a nuovi e specifici oneri pubblicitari a partire dal 2018, pena la restituzione delle somme percepite.

Il mondo non profit e le imprese private sono chiamati, con decorrenza 01 gennaio 2018, a “documentare pubblicamente” il valore dei rapporti economici intrattenuti con lo Stato centrale, con le relative articolazioni e imprese.

La Legge 04 agosto 2017, n. 124, art. 1, commi 125-129, ha introdotto un vero e proprio obbligo di trasparenza in capo a:

  • associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale e quelle presenti in almeno cinque regioni così come individuate con decreto del Ministro dell’ambiente (art. 13, L. 349/86);
  • associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale (art. 137, D.Lgs. 206/05);
  • associazioni e fondazioni;
  • Onlus (D.Lgs. 460/97);

in relazione ai rapporti economici di valore superiore a 10.000 euro annui con il settore pubblico.

Tali enti, infatti, dovranno pubblicare sui propri siti internet (o portali digitali) entro il 28 febbraio di ogni anno le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dalle pubbliche amministrazioni o dalle relative società controllate/partecipate con riferimento all’anno precedente. Diversamente dagli enti non profit, le imprese (quindi anche le società sportive dilettantistiche) dovranno fornire le informazioni richieste dalla L. 124/17 nella nota integrativa del bilancio d’esercizio e in quella del bilancio consolidato (ove redatto). Queste ultime, pertanto, a differenza degli altri soggetti indicati all’art. 1, comma 125, L. 124/17, non saranno soggette ad alcun termine perentorio essendo l’adempimento legato alla redazione e presentazione del bilancio annuale (normalmente oltre il termine del 28 febbraio).

Come precisato dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza (comma 125) l’inosservanza dell’onere pubblicitario in questione comporta l’obbligo di restituire le somme ricevute (alle rispettive amministrazioni eroganti) entro tre mesi dalla scadenza del termine di pubblicazione delle informazioni richieste.

Infine, dagli obblighi comunicativi sembra essere escluso il contributo del 5 per mille seguendo lo stesso un diverso iter pubblicitario (rendiconto annuale con invio al Ministero del Lavoro qualora superiore a 20.000 euro).

Con riferimento all’adempimento pubblicitario in questione, il Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha sottolineato che, considerata la mancata previsione di codesto organismo tra gli enti legittimati dalla Legge a vigilare sulla sua corretta applicazione, la stessa Autorità anticorruzione non emanerà alcuna linea guida né comminerà alcuna sanzione in caso di violazioni.

Infatti, ha precisato il Dott. Cantone come “l’Autorità anticorruzione non emanerà linee guida, riguardando la legge soggetti privati sui quali l’Anac non ha alcun titolo per intervenire”.

Quanto sopra ci permette di formulare alcuni dubbi:

  • quale obbligo vige in capo agli enti di piccole dimensioni non presenti sul web?
  • come comportarsi nel caso di sovvenzioni e altre utilità ricevute da un comitato non Onlus?
  • in caso di violazione degli obblighi di trasparenza, qualora l’agevolazione si riferisca alla concessione in uso gratuito di un immobile pubblico, che cosa si dovrà restituire all’ente concedente?
  • il limite dei 10.000 euro quale presupposto per gli obblighi pubblicitari si riferisce ai singoli rapporti intrattenuti con la P.A. nel corso dell’anno ovvero nel loro complesso?
  • in che modo deve essere interpretato il termine di decorrenza?

Sul tale ultimo punto pare utile richiamare il recente parere n. 34/2540 del Ministero del Lavoro, il quale in data 23/02/2018 ha chiarito, al fine di fugare i dubbi avanzati dal Forum nazionale del Terzo settore in merito alla decorrenza dei suddetti adempimenti, che gli obblighi di pubblicità e trasparenza di cui alla L. 124/17 devono intendersi applicabili con riferimento alle sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e altri vantaggi economici di qualunque genere percepiti e realizzati nell’anno 2018. Pertanto, pur rappresentando questa una mera indicazione, si ritiene che costituiscono oggetto dell’obbligo di pubblicità gli importi e le altre utilità conseguiti a decorrere dal 01 gennaio 2018 dovendosi considerare come prima scadenza il termine del 28 febbraio 2019. Secondo il Ministero del Lavoro, infatti, “Una diversa interpretazione, secondo la quale la norma dovrebbe riferirsi agli importi ricevuti nel 2017, da pubblicarsi entro il 28 febbraio 2018, avrebbe effetti retroattivi sull’obbligo di pubblicità, in contrasto con il principio generale di irretroattività della legge”.

Lo stesso Ministero, nelle indicazioni del direttore generale, ha lasciato intendere che si renderanno necessari ulteriori chiarimenti al fine di specificare contenuti e modalità operative volte a soddisfare l’adempimento richiesto.

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