La copertura assicurativa classica per l’abitazione si compone di 3 principali sezioni: incendio, furto e responsabilità civile verso terzi. In Italia secondo le più recenti statistiche (fonte ANIA) nel 2016 le abitazioni assicurate contro l’incendio sul nostro territorio erano 12,4 milioni, corrispondenti al 39,8 % del totale.

La garanzia incendio, nel senso più esteso, può tutelare (oltre appunto all’incendio inteso come sviluppo di fiamma) anche per eventi diversi come ad esempio: eventi atmosferici, fenomeno elettrico, perdita d’acqua e atti vandalici. Quello che le coperture “classiche” non garantiscono sono i c.d. eventi catastrofali identificati nei terremoti, alluvioni, inondazioni e allagamenti; queste estensioni vanno infatti pattuite con l’assicuratore in via aggiuntiva e mai automatica.

Guardando al passato la storia ci insegna che il nostro paese non è “geologicamente” favorito verso le catastrofi  naturali e leggendo le statistiche sui terremoti degli ultimi 50 anni è possibile rendersene conto:

Anno Regione Danni economici (milioni €)
1976 Friuli (2 eventi) 16.000
1980 Irpinia 25.000
1997 Umbria 2.500
1997 Molise 1.000
1997 L’Aquila 2.700
1997 Emilia 12.700
1997 Centro Italia 5.700

 

Quanto alle alluvioni e al dissesto idrogeologico, è sufficiente la recente attualità per percepire l’entità del problema.

Nel nostro paese lo Stato si è sempre accollato il risarcimento dei danni da calamità naturali con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Si tenga presente che dalla riforma della Protezione Civile, avvenuta a partire dal 2012, in caso di terremoto, alluvione o di qualsiasi altra catastrofe naturale lo Stato non risarcirà più i cittadini per i danni procurati ai fabbricati. Lo farà solo nel caso di dichiarazione di “stato di emergenza” attraverso il “Fondo per le emergenze nazionali”, ed esclusivamente per i primi 60 giorni.

Le assicurazioni private sono riuscite a compensare questa intervenuta “scopertura”? Sempre secondo fonti ANIA nel 2016 le abitazioni assicurate sia per terremoto che per alluvioni erano lo 0,7% del totale delle abitazioni assicurate (non delle abitazioni esistenti). La risposta è quindi: decisamente no!

Con la legge di bilancio 2018 il legislatore cerca di facilitare l’incremento del comparto privato offrendo un beneficio economico a chi decide di incrementare la sua polizza.

L’articolo 1, comma 768, infatti, prevede che i premi di assicurazione aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate relativamente a unità immobiliari a uso abitativo saranno detraibili dalle imposte sui redditi nella misura del 19% senza (per ora) porre un tetto massimo; inoltre la parte di premio che copre appunto da questi rischi sarà anche esentata dall’imposta del 22,25% finora prevista per queste coperture, aliquota che invece continuerà a sussistere per la parte di premio relativa a incendio e scoppio e furto.

Facciamo un esempio concreto:

un privato possiede un’abitazione privata che ha assicurato contro l’incendio con un premio di 500,00 € + imposte (22,25%) = 611,25 €. Ora come ora, il premio pagato non ha alcun rilievo ai fini della detraibilità fiscale.

Se, sfruttando la nuova normativa, aggiungessimo le estensioni a terremoto ed alluvione incrementando di 200,00 € il premio su quest’ultimo (e solo su questo) potremmo detrarre il 19% , ovvero 38 € e non pagare imposte per 22,25% ovvero 44,50 €, ottenendo un beneficio complessivo di 82,50 € ogni anno.

Per stipulare una polizza di questo tipo è necessaria la preventiva valutazione del rischio attraverso un questionario predisposto dall’assicuratore che possa raccogliere le informazioni relative alle soggettive caratteristiche dell’immobile.

Non dimentichiamo che viviamo in un paese dalla spiccata sismicità e che questa può manifestarsi con tempi di ritorno anche di centinaia di anni, in grado quindi di cancellare la maggior parte della memoria storica sociale. Prima del 2012, l’Emilia Romagna era da tutti considerata un territorio a basso rischio sismico.

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