La Legge n. 205 del 27/12/2017 c.d. Legge di Bilancio 2018, modificando parzialmente il testo dell’art. 2751- bis. n. 2 c.c. introduce un’importante novità in tema di crediti professionali che interessa sia i professionisti, creditori di una procedura concorsuale, che gli stessi organi delle procedure chiamati a valutare i crediti professionali insinuati nello stato passivo.

Il comma n. 474 della legge di bilancio, infatti, modifica così l’art. 2751- bis. n. 2 c.c.:
Hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti: 2) le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore d’opera dovute per gli ultimi due anni di prestazione compresi il contributo integrativo da versare alla rispettiva cassa di previdenza ed assistenza e il credito di rivalsa per l’imposta sul valore aggiunto”.
In poche parole viene introdotta la frase “compresi il contributo integrativo da versare alla rispettiva cassa di previdenza ed assistenza e il credito di rivalsa per l’imposta sul valore aggiunto”.

Ma che significa?
Significa che d’ora in avanti tutti i professionisti o prestatori d’opera che godono del privilegio ex art. 2751- bis n. 2 c.c. avranno diritto ad essere ammessi al passivo in privilegio non più solo per gli importi relativi alle proprie retribuzioni ma anche per le somme relative al contributo previdenziale e all’IVA, trattamento, questo riservato in precedenza solo alla categoria dei commercialisti.

Al di là del contributo previdenziale, va notato come il legislatore abbia mutato il privilegio speciale IVA in privilegio generale, superando di fatto tutte le problematiche che si ponevano circa l’esistenza o meno dei beni gravati.

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