Ai fini della compensazione di crediti generati da imposte già dall’anno 2010 per l’IVA, e dal 2014 per le restanti imposte dirette, è stato introdotto l’obbligo dell’apposizione del visto di conformità (o, in alternativa, per i soggetti dotati di organo di controllo, la sottoscrizione della dichiarazione a conferma della esistenza delle eccedenze a credito) alle singole dichiarazioni dalla quali emerge il credito.

Si tratta di un obbligo introdotto per contrastare ogni eventuale indebita compensazione di crediti non maturati o inesistenti, e che disciplina anche una responsabilità in capo ai soggetti abilitati all’apposizione del visto.

La l. 21.6.2017 n. 96, di conversione del d.l. 50/2017, ha modificato l’art. 1, co. 574, della l. 27.12.2013 n. 147, stabilendo che per l’utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive dell’Irpef, dell’Ires e dell’Irap, per importi superiori ad euro 5.000,00 annui (e non più ad euro 15.000,00 annui), il contribuente ha l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità di cui all’art. 35, co. 1, lett. a) del d.lgs. 241/1997, relativamente alle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito.

La medesima modifica normativa è stata operata ai fini Iva integrando, allo stesso modo, l’art. 10, co. 1, lett. a), n. 7), del d.l. n. 78/2009; la novità introdotta riduce, pertanto, da euro 15.000,00 ad euro 5.000,00 il limite al di sopra del quale l’utilizzo in compensazione orizzontale del credito IVA – non soltanto quello annuale, ma anche quello infrannuale/trimestrale – richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione o istanza (modello TR) dalla quale emerge tale credito. Il limite per l’apposizione del visto è variato ad euro 50.000,00 in relazione ai crediti IVA, annuali e trimestrali, delle c.d. “start up innovative”.

Relativamente alla determinazione della soglia di euro 5.000,00, superata la quale scatta l’obbligo dell’apposizione del visto di conformità, la circolare 10/E/2014 ha chiarito che “è riferibile alle singole tipologie di crediti emergenti dalla dichiarazione”, ciò significa che va considerata con riferimento ad ogni singolo tributo e non con riferimento al cumulo dei diversi crediti utilizzati in compensazione.

Per meglio comprendere, si veda il seguente esempio: in caso di compensazione orizzontale di crediti Irpef per euro 4.000,00 e di crediti Irap per euro 3.000,00, ancorché la somma di entrambi sia superiore al tetto di euro  5.000,00, la disposizione non opera perché nessuno dei due importi individualmente considerato è superiore alla citata soglia.

Si precisa che il visto di conformità non è richiesto in caso di dichiarazione dalla quale emerge un credito d’importo superiore ad euro 5.000,00, bensì è richiesto esclusivamente nel caso di concreto utilizzo del medesimo in compensazione per un importo superiore ad euro 5.000,00.

Il d.l. 50/2017 è intervenuto disciplinando anche il caso di utilizzo dei suddetti crediti in violazione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità, prevedendo il recupero dell’ammontare dei crediti utilizzati in violazione delle predette modalità e dei relativi interessi, nonché all’irrogazione delle sanzioni, per il cui pagamento non è possibile avvalersi della compensazione prevista dall’art. 17 del d.lgs. 241/1997.

L’utilizzo di tali crediti “sopra-soglia” è ammesso dal 10° giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (e non più dal giorno 16 del mese successivo).

L’art. 3, co. 3, del d.l. 50/2017 ha, inoltre, modificato l’art. 37, co. 49-bis, del d.l. n. 223/2006, stabilendo che i soggetti titolari di partita IVA che intendono effettuare la compensazione orizzontale prevista dall’art. 17 del d.lgs. n. 241/1997 “del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno dell’imposta sul valore aggiunto ovvero dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all’imposta regionale sulle attività produttive e dei crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi sono tenuti ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate”.

In assenza di un regime transitorio, le nuove disposizioni sono applicabili dal 24.4.2017, data di entrata in vigore del d.l. 50/2017.

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