Associazioni e società sportive dilettantistiche possono erogare delle somme a coloro che, a diverso titolo e fuori da qualsiasi rapporto di lavoro, contribuiscono allo svolgimento delle attività sportive statutariamente previste. L’art. 67, comma 1, lett. m), Tuir sancisce per gli enti sportivi dilettantistici riconosciuti dal Coni (mediante iscrizione nell’apposito Registro nazionale) la possibilità di corrispondere  “indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa, premi e compensi” a favore di coloro che prestano opera nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche, ivi comprendendovi anche le attività di formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività sportiva dilettantistica.

Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale purché, appunto, le attività svolte non rappresentino anche la normale attività lavorativa del prestatore (esempio: l’impiegato amministrativo ovvero un commercialista non potranno percepire i compensi sportivi per l’attività di segreteria svolta a favore di una associazione o società sportiva).

Precisa il successivo art. 69, comma 2, Tuir come gli emolumenti in oggetto siano fiscalmente neutrali (“le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 81 non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 7.500 euro”) nonché, per effetto di specifiche indicazioni di Inps e Inail, escluse da qualsiasi onere contributivo e assicurativo.

Per le somme eccedenti 7.500 euro ma entro 28.158,28 euro, l’ente erogante dovrà invece applicare una ritenuta fiscale del 23% a titolo d’imposta maggiorata delle addizionali Regionali e comunali. Per le somme oltre 28.158,28 euro la ritenuta del 23%, maggiorata delle addizionali Regionali e comunali, assume la natura d’acconto. L’associazione o la società sportiva dilettantistica erogante dovrà provvedere al versamento delle ritenute con modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento delle somme oltre alla consegna al percipiente e invio telematico della Certificazione Unica (indicante le somme corrisposte a ciascun sportivo). Sarà dovuta anche la presentazione del modello 770 in presenza di ritenute.

Dal punto di vista sostanziale tali somme, rappresentando un mero “indennizzo” per il tempo e le energie profuse nelle attività istituzionali dell’ente sportivo erogante, non possono costituire una forma di remunerazione per lo sportivo il quale, quindi, dovrà operare con esclusivo spirito volontaristico. Compensi sportivi dilettantistici, indennità forfettarie e rimborsi spese non possono rappresentare il compenso per una vera e propria attività lavorativa del soggetto percipiente in quanto fiscalmente inquadrati nell’ambito dei “redditi diversi” (art. 67, comma 1, Tuir “Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, né in relazione alla qualità di lavoratore dipendente”).

Non concorrono, invece, a formare il reddito del percipiente (e quindi risultano esclusi dal computo dei 7.500 euro) i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.

Infine, si ricorda che i soggetti percipienti (anche minorenni) sono considerati fiscalmente a carico se tali “redditi diversi” non superano annualmente € 30.998,79 (quale somma tra € 28.158,28 di emolumenti da attività sportiva dilettantistica ed € 2.840,51 euro normalmente previsto per poter ritenere il familiare fiscalmente a carico).

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